Corea del Nord avverte: nessun cambiamento politico

La Corea del Nord, dopo due giorni di lutto, polemizza già con la Corea del Sud per i “peccati imperdonabili” commessi durante i funerali di Kim Jong-Il. Intanto si attende il primo atto ufficiale di Kim-Jong-Un, il discorso di inizio anno.

di Massimiliano Dramis 30 Dicembre 2011 18:04

Tutto come prima, anzi forse peggio. Non sono passate neanche 24 ore dai funerali di Kim-Jong-Il, che già si riapre l’eterno conflitto tra le due Coree. Infatti, le immagini che hanno fatto il giro del mondo dei funerali del “Grande Leader”, con il pianto del suo successore Kim-Jong-Un e di tutta la nazione,  già sembrano destinate a lasciare la scena alle  minacce verso la Corea del Sud  e, in maniera indiretta, all’Occidente.

Non ci sarà nessun cambiamento nella politica estera da parte della Corea del Nord, l’unico elemento di novità sarà rappresentato dall’avvicendamento al potere, ma si tratta solamente della naturale successione.

Infatti, stamani, è già stato fatto il primo passo.  La Commissione di Difesa Nazionale, tramite un comunicato diffuso dall’agenzia ufficiale Kcna, ha così anticipato i futuri intendimenti politici e militari della Corea del Nord: “Dichiariamo con solennità e orgoglio ai responsabili politici stupidi nel mondo, compresi i fantocci della Corea del Sud, che non devono attendersi alcun cambiamento da parte nostra”.

Chi si aspettava delle “aperture” dal nuovo insediamento al potere, non solo è rimasto deluso, ma dovrà registrare addirittura un probabile un’ inasprimento dei rapporti. Il comunicato difatti continua con questo tono duro e polemico:” Il mondo vedrà chiaramente come milioni di nostri soldati e cittadini si uniranno in maniera ferma intorno al nostro caro leader Kim Jong-Un per trasformare il dolore in coraggio e le lacrime in forza, e raggiungeranno la vittoria finale. La Repubblica popolare di Corea non avrà nessun rapporto con il gruppo di traditori guidati da Lee Myung-bak, che bruceranno tutti”.

L’ultimo passaggio non rappresenta nulla di nuovo, visto che dal momento della sua elezione,  Lee Myung-bak è stato definito un fantoccio e un traditore. L’elemento nuovo, invece, si è aggiunto proprio in occasione dei funerali del “Grande Leader”. Difatti, sempre nel comunicato si legge che, Seul viene accusata di aver vietato le visite di condoglianze a Pyongyang: solo due delegazioni sudcoreane sarebbero state autorizzate ad attraversare la frontiera. Inoltre  Seul sarebbe colpevole anche di aver lanciato sulla Corea del Nord, il giorno delle esequie, volantini incitanti alla insurrezione contro la dinastia Kim.

Insomma, nulla di nuovo, anzi. Anche se ora si attende con grande tensione il primo atto ufficiale di Kim-Jong-Un, il discorso di inizio anno, un momento fondamentale per i rapporti “intercoreani”.

 

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