Contestazioni e lancio di uova contro il ministro Fornero

Le forze dell'ordine sono infine riuscite a disperdere abilmente i manifestanti per le strade della città piemontese.

di Simona Vitale 22 Aprile 2012 10:53

La manifestazione organizzata da Cub e appoggiata da Cobas e Usb, contro i ministri Fornero e Profumo ieri a Torino per partecipare ad un convegno sulla scuola paritaria organizzata dalla diocesi di Torino, si è conclusa con il lancio di uova da parte di decine di contestatori e la rincorsa degli agenti per cercare di allontanare il gruppo. Ingente era lo spiegamento delle forze dell’ordine dinanzi al Teatro Nuovo del capoluogo piemontese dove si è tenuto il convegno, quasi sproporzionato rispetto al numero dei contestatori, circa 200.

Dinanzi all’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia e ai rappresentanti delle associazioni cattoliche la Fornero ha dichiarato: “In questo Paese c’è poco spirito costruttivo, ma anziché lamentarsi e protestare bisogna lavorare insieme. Forse ne avremmo tutti qualche beneficio. Siamo accusati di avere poca anima, nessun calore, di guardare solo al rigore finanziario, ai vincoli di bilancio. Ci rimproverano di avere troppa poca attenzione ai giovani, dicono che la riforma del mercato del lavoro non crea occupazione. Noi speriamo crei i presupposti per avere i posti di lavoro”.

Il ministro del Lavoro ha anche invitato le famiglie italiane a non considerare una priorità l’acquisto di una casa, rispetto a dare un adeguato capitale umano ai figli. La Fornero ha aggiunto: “In molti casi si spingono i figli a trovare un lavoro per contribuire all’acquisto della casa. Qualche volta, risulta anche da ricerche empiriche, magari anche per difficoltà finanziarie, si sacrifica l’educazione dei figli pur di arrivare prima alla casa. La casa è certamente un valore importante, ma bisogna anche considerare le priorità. Le case si possono lasciare ai figli ma conta di più una struttura di conoscenza e flessibilità mentale, un’adattabilità al cambiamento che solo la formazione può dare”.

Momenti di tensione tra i numerosi agenti e i manifestanti ci sono stati alla fine del convegno quando, al grido di “vergogna, vergogna”, i contestatori sono riusciti a sfiorare le auto dei ministri con le uova lanciate. Volata anche qualche pietra e qualche fumogeno, ma alla fine la polizia è riuscita a disperdere i contestatori senza troppi problemi.

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