Fornero: “I giovani sanno troppo poco e non conoscono l’italiano”

Il ministro del lavoro, ad un convegno sull'apprendistato a Torino, ha parlato del desolante quadro dei giovani italiani rispetto alla media europea.

di Simona Vitale 7 Maggio 2012 18:14

Ennesime affermazioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero destinate a suscitare scalpore e reazioni da parte del mondo studentesco e non. Intervenuta ad un convegno sull’apprendistato a Torino, la Fornero ha citato i dati relativi ad alcuni giovani di età compresa tra i 14 e i 18 anni ed in possesso soltanto della licenza media inferiore. Secondo il ministro: “I nostri giovani sanno troppo poco: non conoscono le lingue, italiano compreso, e neanche i rudimenti della matematica. Non sanno fare di conto”. La media europea è del 14%, in Italia del 18,8%, in Spagna dell’11% e in Francia del 12%”. Questo starebbe dunque a significare che, secondo la Fornero, c’è una percentuale di giovanissimi troppo alta che studia ancora poco e che viene lasciata a se stessa. Un dato che sarebbe rischioso non solo per gli stessi giovani, ma per l’intera società.

Per quanto riguarda invece la fascia di giovani di età compresa tra i 30 e i 34 anni, la media italiana è del 19,8% contro una media europea del 33,6% (in Francia 43,5%, in Spagna 40%, in Germania 30% e nel Regno Unito 43%). Secondo il ministro ciò starebbe a significare che: “I nostri giovani studiano ancora troppo poco. Inoltre, se andiamo a guardare la qualità della nostra istruzione e formazione con test consolidati, si evidenzia che i nostri ragazzi sanno troppo poco, non conoscono le lingue, neppure la loro, non conoscono i rudimenti di aritmetica e matematica e, in taluni casi, non sanno far di conto. E anche per quanto riguarda i laureati il quadro è desolante”.

Proprio in quest’ottica, per il ministro Fornero, è importante ricorrere al canale formativo dell’apprendistato che sicuramente va interpretato nell’ottica di mezzo di introduzione per i giovani nel mondo del lavoro. Il ministro ha accusato anche il sistema universitario italiano di aver sempre avuto un atteggiamento snob nei confronti delle imprese.

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