Cgil, la crisi colpisce ancora e la cassa integrazione è già finita

La Cassa Integrazione è uno strumento troppo importante per evitare crisi sociali dovute al licenziamento repentino dei lavoratori e la difficoltà di trovare lavoro in tempi brevi, la Cgil protesta per la diminuzione dei fondi erogati ai lavoratori.

di Vincenzo Avagnale 12 Novembre 2011 11:55

La Cgil è quello dei tre sindacati nazionali principali (insieme a Cisl e Uil) che meno va d’accordo con i governi di centro destra e che sempre, rispetto agli altri colleghi, si è preso il ruolo di assumere posizioni radicali ed intransigenti. Criticato per un assolutismo della lotta sindacale definito a volte “fuori dalla realtà“, ha però continuato nel tempo a mantenere un numero molto alto di iscritti, che forse vedono in questo clima sempre accesso di “lotta senza quartiere” una speranza maggiore di chi invece sembra pensare che l’accordo con le aziende sia una questione più di buona volontà dei manager che dei lavoratori.

Oggi la Cgil si fa portavoce di una questione annosa, che sebbene venga posta ormai alla fine dell’anno rischia di provocare un baratro sociale: la cassa integrazione. Questo strumento detto anche “ammortizzatore socialeviene usato dai governi per attutire ed ammortizzare appunto l’impatto della perdita del lavoro in certe condizioni in cui ciò non dipenda dal lavoratore stesso, fornendo una certa percentuale dello stipendio, permettendo ai licenziati di non finire da un giorno all’altro in mezzo alla strada.

Un’ottima cosa insomma, ma perché l’allarme della Cgil? Secondo il sindacato in 3 anni ci sarebbero 3,3 miliardi ore CIG, rimarrebbero quindi ben 500000 lavoratori in Cassa Integrazione. Per spiegare meglio, dall’ottobre del 2008 ad oggi le ore di CIG registrate sarebbero “poco meno di 3 miliardi e 300 milioni di ore“. Secondo lo studio della Cgil la cassa integrazione è stata “ripartita tra un miliardo e 160 milioni di ore di cassa ordinaria e poco più di 2 miliardi e 122 milioni tra straordinaria ed i deroga, che ha quindi inciso sul reddito degli oltre 500000 lavoratori coinvolti con questo ammortizzatore sociale. Negli ultimi tre anni dunque si sarebbe spesa una cifra di 11,4 miliardi, ossia 22000 euro in meno sul salario di un singolo lavoratore in Cassa“.

Insomma, non solo un netto impoverimento della Cassa Integrazione in quanto strumento di ammortizzazione sociale, ma soprattutto un impoverimento degli italiani che purtroppo vi facevano affidamento e peggio ancora che troppi lavoratori non sono riusciti a tornare a lavorare in questi tre anni! Un’emergenza che si spera, secondo la nota della Cgil, venga presa presto in considerazione dal parlamento una volta nominato il nuovo governo.

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