Caso Orlandi, Imposimato: “Emanuela rapita per ricattare il Papa”

Ospite del programma "Un giorno da pecora", l'ex magistrato Ferdinando Imposimato ha rivelato dove potrebbe trovarsi la Orlandi, scomparsa nel 1983.

di Simona Vitale 9 Maggio 2012 17:09

Ferdinando Imposimato, ex magistrato ed attualmente legale della famiglia di Emanuela Orlandi, ospite della trasmissione “Un giorno da pecora”, ha dichiarato che la donna è viva. Emanuela Orlandi è viva e si trova in Turchia o comunque Medio Oriente”, queste le parole di Imposimato. Il 22 giugno 1983, Emanuela Orlandi, all’epoca quindicenne, figlia di un commesso della Prefettura della casa Pontificia, sparì in circostanze misteriose. Quella che inizialmente sembrava la sparizione “normale” di un’adolescente da casa, divenne ben presto uno dei casi di cronaca italiana che coinvolsero lo Stato Vaticano. Alla scomparsa di Emanuela, fu poi collegata anche la sparizione di un’altra adolescente, Mirella Gregori, di cui si persero le tracce il 7 maggio 1983 e mai più ritrovata.

Secondo Imposimato, Emanuela Orlandi fu rapita per ricattare Papa Giovanni Paolo II, affinchè non facesse propaganda anticomunista. Il Papa si era ostinato a ritornare in Polonia, il 16 giugno del 1983, per invitare i polacchi alla rivolta contro il regime. Una volta tornato a Roma ha trovato Emanuela Orlandi rapita. Si sarebbe trattato di un ricatto dell’Unione Sovietica, del Kgb e dei bulgari. Il legale ha poi aggiunto che la Orlandi prima sarebbe stata portata in Germania, poi in Francia e poi in Medio Oriente, secondo quanto riportato dalle testimonianze.

La domanda sorta spontanea è stata quella su come mai una volta che il Papa smise di parlare della Polonia, la giovane non fu liberata. Ebbene la Orlandi aveva nel frattempo iniziato una relazione con uno dei suoi rapitori, uno dei lupi grigi, per poi essere portata in Turchia, dove potrebbe trovarsi anche ora o comunque in un Paese del Medio Oriente. Non è mancata anche una domanda sulla banda della Magliana e sul fatto se Enrico De Pedis fosse effettivamente sepolto nella Basilica di Sant’Apollinare. Il legale ha risposto che sicuramente è così, mostrandosi anche favorevole all’apertura della sua tomba.

Commenti