Assalto curdo: 26 morti. Raid punitivo turco in Iraq

Attacchi dai separatisti PKK sui presidi di frontiera fra Turchia ed Iraq. Ankara risponde con raid aerei punitivi in territorio iracheno. Erdogan convoca d'urgenza un vertice antiterrorismo nella capitale per affrontare la crisi.

di Vincenzo Avagnale 19 Ottobre 2011 15:51

Il Raid aereo dei turchi è stato sferrato questa mattina ed ha bombardato le basi del Partito dei lavoratori del Kurdistan presenti fra le montagne del nord dell’Iraq. La risposta militare all’attacco nel sud est del paese che ha provocato 26 morti e 18 feriti è solo l’episodio più recente e cruento di una battaglia che dura ormai da decine di anni. 

Il mondo sa bene come si sono comportati i turchi nei confronti delle minoranze nel loro paese, lo sanno bene gli armeni, il cui eccidio viene tutt’ora negato da Ankara ed è il principale motivo che esclude la Turchia dall’Unione europea. Le ragioni però non sono tutte dei Curdi, i quali hanno creato parecchi problemi, non sempre così sanguinosi, in quella regione e con il ritiro delle truppe americane dall’Iraq hanno stabilito delle fastidiose basi poco oltre il confine.

Queste basi vengono in realtà bombardate periodicamente ed il governo turco non ha ancora autorizzato un attacco terrestre non solo per timore di rovinare i rapporti con un Iraq in ripresa dopo la lunga occupazione, ma specialmente per non attirare troppo l’attenzione internazionale su di se adesso che è così opportunamente rivolta alla Libia ed alla crisi economica.

15 i morti fra i militanti del PKK, alcuni dei quali coinvolti con gli attacchi a Cukurca e Yuksekova, nella provincia turca di Hakkari. Secondo le fonti di polizia della regione si è trattato di un attacco coordinato e sincronizzato, ad essere colpiti sono stati degli edifici militari, tuttavia sono morti anche dei civili, fra cui una bambina di soli 2 anni. Anche per questo il primo ministro turco Tayyp Erdogan ha cancellato la sua visita di stato in programma in Karakistan ed ha convocato una riunione antiterrorismo d’emergenza.

Presto lo raggiungeranno ad Ankara il ministro degli Esteri Ahmet Davutoglu, di ritorno dalla Serbia, ed il vicepremier Bulet Arinc, portavoce del governo in un viaggio in Macedonia. L’attentato di oggi è il peggiore degli ultimi 20 anni, risale infatti al 1993 l’ultimo episodio di questa portata, quando a Bingol fu messa in atto l’uccisione di 33 soldati di leva da parte del PKK.

Il presidente della repubblica turca Abdullah Gul ha lanciato un infervorato appello all’unità del paese contro i terroristi: ” sarà enorme e molteplice la vendetta della Turchia nei confronti di chi le ha dichirato guerra, i terroristi del PKK verranno sconfitti. Vedranno, prima o poi, che nessuno può ottenere alcunché con la guerra contro lo Stato turco. La Turchia non rimarrà scossa dal terrore!” 

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