Agguato a Roma, ucciso il “cassiere” di Mokbel

La vittima è Silvio Fanella, agli arresti domiciliari per la maxi-tuffa a Fastweb-Telecom Italia Sparkle. Ferito uno dei killer, ex militante di Casapound.

di Luca Fiorucci 4 luglio 2014 1:05
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Un omicidio pieno di misteri, quello avvenuto a Roma giovedì mattina, in via dei Gandolfi, strada senza uscita nel quartiere della Camilluccia, zona residenziale considerata una delle zone “bene” della Capitale, nella parte nord della città. La vittima è infatti Silvio Fanella, 41 anni, agli arresti domiciliari dopo la condanna a nove anni di reclusione nel processo per la maxi-truffa a Fastweb-Telecom Italia Sparkle e considerato il “cassiere” di Gennaro Mokbel, imprenditore romano legato all’estrema destra e alla Banda della Magliana e condannato a quindici anni per la medesima truffa. Fanella è stato ucciso nella sua abitazione da un unico colpo di pistola che lo ha raggiunto al petto.

Nell’agguato è rimasto inoltre gravemente ferito, probabilmente dalla stessa vittima, uno dei tre killer, Giovanni Battista Ceniti, 29 anni, che è stato lasciato dai complici sul cortile dello stabile, dopo essersi trascinato per alcuni metri, e si trova ora ricoverato in rianimazione al Gemelli. Sul marciapiede davanti alla palazzina era rimasta una lunga traccia di sangue. Il giovane, ora in stato di fermo con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, sarebbe stato fino a tre anni fa un militante di CasaPound e responsabile dell’organizzazione di estrema destra a Verbania, in Piemonte, e sarebbe stato poi espulso perchè la sua condotta “non era adatta al movimento“, ha spiegato il leader di Casapound Gianluca Iannone.

Ceniti, di origini genovesi, viveva ora a Masera, piccolo paese di 1500 abitanti in provincia di Verbania, dove gestiva un magazzino di autoricambi. Fanella, che viveva nell’appartamento alla Camilluccia con la cugina e i due figli minorenni della donna, avrebbe aperto la porta ai killer credendo si trattasse di militari della Guardia di Finanza, ma avrebbe capito ben presto le loro intenzioni e avrebbe quindi fatto allontanare la donna e poi cercato di difendersi. E’ stato un inquilino del palazzo a chiamare la polizia, raccontando di aver sentito urla di donna e tre spari, mentre alcuni testimoni avrebbero riferito di aver visto fuggire due persone a bordo di una “Croma” grigia risultata rubata, ritrovata un’ora dopo in via Premuda, non molto distante dal luogo del delitto.

Resta ora da chiarire il movente dell’omicidio. Una delle ipotesi è che esso possa essere collegato al riciclaggio di denaro o ad altre attività riguardanti patrimoni accumulati illecitamente. Fanella, alcuni mesi fa, sarebbe stato inoltre vittima di un tentativo di rapimento architettato da un clan lucano per “punirlo” di aver sottratto soldi all’organizzazione. L’uomo, secondo gli inquirenti, gestiva la contabilità finanziaria della presunta organizzazione criminale facente capo a Gennaro Mokbel, ed aveva il potere di intervento diretto sui conti correnti occulti utilizzati nelle attività illecite.

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