Continuano le polemiche sui pm di Palermo Antonio Ingroia e Nino Di Matteo che indagano sulla trattativa Stato-mafia. Questi, lo scorso sabato, avevano infatti partecipato alla festa del “Fatto Quotidiano”, denunciando il “silenzio assordante” del Consiglio superiore della magistratura e dell’Associazione nazionale magistrati rispetto alle invettive e attacchi da loro ricevuti da politici e giornalisti in merito alle intercettazioni riguardanti il presidente della Repubblica. Ingroia, poi, si era spinto fino a rivolgersi al pubblico dicendo: “Dovete cambiare questa classe dirigente e questo ceto politico“.
Già domenica, era intervenuta l’Associazione Nazionale Magistrati, con il suo presidente Roberto Sabelli, censurando le affermazioni “politiche” di Ingroia, la mancata reazione alle critiche a Napolitano che ci sono state in quell’occasione e ribadendo il sostegno ai pm di Palermo, rifiutando la tesi del “silenzio assordante“dell’Anm e del Csm.
Oggi, a rincarare la dose, ci ha pensato il vicepresidente del Csm Michele Vietti, che, intervistato dal Gr1, ha affermato che per i magistrati è un dovere “uscire dalla psicosi degli attacchi ed entrare nell’ottica del servizio al cittadino“, oltre che “assicurare imparzialità “ anche fuori dell’esercizio delle loro funzioni. Vietti ha comunque fatto sapere che sulle dichiarazioni di Ingroia per ora non è stata chiesta l’apertura di nessun fascicolo. Il vicepresidente del Csm ha voluto inoltre così replicare ad una delle affermazioni dei due magistrati: “Il Csm è stato accusato di silenzio assordante, ma mai come in questo caso il silenzio è d’oro”. Egli si è anche voluto richiamare alle parole pronunciate dal Capo dello Stato l’anno scorso, in occasione dell’incontro con i nuovi magistrati. Napolitano, ha ricordato Vietti, aveva invitato i giudici a “ispirarsi alla misura della riservatezza” e a non concedersi ad eccessive esposizioni mediatiche.
La replica di Ingroia, questa volta dai microfoni de “La7”, non si è fatta attendere:
Ho il diritto di partecipare al dibattito pubblico, e rivendico il diritto di farlo ovunque, se vado ad una festa del Pd non succede nulla, perchè se vado a quella de Il Fatto quotidiano scoppia la polemica? Il problema per cui ci trasciniamo la mafia in questo paese è da ricercarsi nei rapporti tra Cosa nostra e Stato italiano. Io dico semplicemente, che nessun governo di maggioranza di centro destra o di centro sinistra è immune da peccati.
ha affermato.
Luca Fiorucci






