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Un futuro criminale si riconosce già a due anni di vita

Un futuro criminale si riconosce già a due anni di vita

Secondo una ricerca condotta da Charles Taylor, i futuri criminali possono essere riconosciuti già a due anni. L’uomo è stato convocato dal governo inglese per studiare i ragazzi che assumono atteggiamenti violenti sin dalla prima infanzia e che, secondo il loro punto di vista, potrebbero diventare un futuro dei veri e propri criminali. Secondo tale visione lombrosiana, “I futuri criminali possono essere identificati già a due anni perché mostrano comportamenti aggressivi”. Per evitare che un bambino diventi un futuro delinquente, secondo il ricercatore è importante dare loro un aiuto tangibile sin dai primi anni di vita, sostenendoli nella socializzazione con i coetanei.

Sicuramente ogni bambini può essere sottoposto a un ambiente che gli può suscitare delle reazioni negative: quello che è importante, per Taylor, è “riuscire a rimetterlo sui binari giusti“. Per riportare un bambino alla normalità, dunque, è fondamentale creare “un sistema che sia in grado di rispondere in fretta e con i giusti provvedimenti“. Tra questi, verrebbe anche consigliata la possibilità di mandare i ragazzini in un istituto, onde evitare che l’allontanamento che tali soggetti subiscono dalla scuola e dalla società possano influire ulteriormente sul comportamento deviato.

Il primo ministro del Regno Unito, David Cameron, ha in mente un modo per arginare il fenomeno dell’aggressività infantile, attraverso la creazione di una nuova schiera di insegnanti, in grado di tener testa agli atteggiamenti violenti degli studenti, i quali potranno essere aiutati anche da associazioni private che operano proprio in questo difficile e delicato ambito psicopedagogico e sociale. Verrebbe da chiedersi se, eventualmente, un atteggiamento aggressivo sia necessariamente spia di un futuro comportamento deviante o semplicemente un modo messo in atto dal bambino per mettersi in mostra o per ricevere attenzioni e affetto. Bisogna considerare ogni caso con le dovute precauzioni ed evitare facili etichettamenti o giudizi basati su statistiche o studi, i quali, seppur dettagliati, non possono descrivere minuziosamente ogni caso preso in esame.

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