Il Gruppo Riva, proprietario delle acciaierie Ilva, ha annunciato la chiusura dello stabilimento di Taranto e di tutti gli stabilimenti che Taranto rifornisce d’acciaio, dopo che oggi sono scattati altri sette arresti in merito alla vicenda giudiziaria che coinvolge l’azienda e il sequestro di prodotti nello stabilimento pugliese. Potrebbero quindi andare verso la chiusura anche le altre acciaiere del gruppo presenti in Italia: quella di Genova, di Novi Ligure, di Racconigi, di Marghera e di Patrica. Il governo ha convocato per giovedì alle 15 a Palazzo Chigi le parti sociali e le istituzioni locali.
I sindacati hanno deciso unitariamente di occupare l’azienda con un presidio permanente, e allo stesso tempo è stato dichiarato lo sciopero. L’azienda non può più garantire per loro, e per ora i dipendenti dovranno usufruire delle ferie da smaltire. In una nota, i sindacati hanno annunciato: “Riteniamo inaccettabile la decisione della direzione di fermare tutti gli impianti dell’area a freddo a partire da oggi pomeriggio. Consideriamo tale scelta un vero e proprio atto di rappresaglia nei confronti dei lavoratori. Pertanto si proclama da subito lo sciopero di tutto lo stabilimento, con presidi temporanei.”L’azienda ha disposto a partire dal turno serale la sospensione delle attività lavorative negli impianti dello stabilimento di Taranto non sottoposti al sequestro.
Domani pomeriggio è previsto un nuovo incontro tra la direzione e i lavoratori. La situazione, però, sembra stia precipitando: i presidi continueranno per tutta la notte, mentre alle 6 dovrebbero arrivare i lavoratori del primo turno, quello più numeroso. Gli operai pensano di organizzare un presidio anche all’esterno, mentre c’è chi vorrebbe portare la protesta fino a Roma. La Procura, oggi, aveva sequestrato anche “colis” e lamiere prodotti, si sostiene, negli impianti sequestrati il 26 luglio, quindi “provento e profitto di attività illecita”. La società , adesso, ha deciso di fare ricorso contro il provvedimento di sequestro.
Inoltre, l’Ilva sostiene che dallo stabilimento di Taranto non vi sia nessun rischio per la salute, e a riprova di ciò fornisce le consulenze attestanti la conformità dello stabilimento alla legge anti-inquinamento. I vertici dell’azienda hanno dichiarato: “Per chiunque fosse interessato Ilva mette a disposizione sul proprio sito le consulenze, redatte dai maggiori esponenti della comunità scientifica nazionale e internazionale, le quali attestano la piena conformità delle emissioni dello stabilimento di Taranto ai limiti e alle prescrizioni di legge”.





