Sidney, ragazza vergine all’asta a partire da 15.000 dollari

In Australia una società di escort ha messo all'asta la verginità di una giovane ragazza cinese di 19 anni, che studia all'Università di Sidney, a partire da un prezzo base di 15.000 dollari. Polemiche e indignazione nei confronti della vicenda che secondo i più va a ledere la conquista del rispetto della dignità umana.

di Simona Vitale 10 Novembre 2011 15:18

Siamo in Australia e al centro dell’attenzione c’è oggi una notizia che sta causando numerose polemiche nel paese ed anche oltreoceano. La verginità di una ragazza di 19 anni è stata messa all’asta da un’agenzia di escort al miglior offerente, partendo da un prezzo base di 15.000 dollari.

MyOutCall, questo è il nome dell’agenzia che si trova a Sidney, è ora al centro di una bufera mediatica e non solo, dal momento che numerose sono le critiche rivolte dalle persone nei confronti di quest’asta che viene considerata assolutamente vergognosa.

La ragazza oggetto dell’asta, come detto, ha 19 anni, è cinese e studia all’Università di Sidney. Affittata per 4 giorni come se fosse un’automobile al prezzo base di 15.000 dollari.

La vicenda è stata scoperta per mezzo di un’inchiesta condotta dalla società di consulenza dell’industria del sesso Brothel Busters. Pare, tra l’altro, che la società di escort voglia anche un deposito di 2000 dollari come anticipo e che il saldo debba poi essere pagato al momento della recezione dei “servizi” da parte della ragazza. Un manager di MyOutCall, in un’intervista al Daily Telegraph ha confermato tutto, aggiungendo anche di aver ricevuto due proposte interessanti per quanto riguarda la ragazza vergine all’asta.

Il portavoce dell Australian Family Association, Tim Cannon ritiene che tutto questo vada a ledere i “sacrifici fatti per la conquista del rispetto della dignità umana“. E’ purtroppo alquanto comune che le ragazze asiatiche giunte in Australia per continuare gli studi debbano contrarre dei debiti, che per essere saldati con una certa urgenza, costringono poi le ragazze in questione alla prostituzione come riferisce Chris Seage, capo della Brothel Busters.

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