Ragazzo minacciato e cacciato di casa dal padre perché gay

Il ragazzo è stato offeso, aggredito e cacciato via di casa dal padre, che non sopporta l'idea di avere un figlio omosessuale.

di Elena Arrisico 24 Maggio 2012 13:59

Un ragazzo di 25 anni è stato minacciato e cacciato di casa dal proprio padre, soltanto perché ha confessato di essere gay. Il dramma familiare è avvenuto in Sicilia – per la precisione a Catania, anche se in tutto il mondo continuano a registrarsi casi del genere – dove il figlio rifiutato lancia un appello al web per poter trovare un lavoro: “Non si abbassi la guardia contro l’omofobia. Bisogna aiutare questa giovane vittima dell’omofobia a trovare un lavoro dignitoso“, ha dichiarato l’associazione GayLib.

Il padre del ragazzo – che tempo fa aveva costretto il figlio ad abbandonare gli studi per lavorare in campagna – ha cominciato a denigrarlo ed insultarlo pesantemente non appena è venuto a conoscenza dell’omosessualità del figlio. Il ragazzo – di cui non è stato reso noto il nome – ha spiegato che il culmine è giunto dopo una lite con il padre, durante la quale l’uomo l’ha chiamato “difettoso” e gli ha puntato contro una forbice, buttandolo fuori di casa. Adesso il ragazzo è costretto a vivere in una vecchia Fiat Panda ed è stato abbandonato da tutti, anche dal resto della sua famiglia.

Il ragazzo – che per adesso è ospitato dall’associzione GayLib – ha dichiarato: “Mio padre mi ha sbattuto fuori di casa, cerco un lavoro qualsiasi. Voglio costruirmi una vita tutta mia, voglio essere felice“, mentre Sandro Mangano – coordinatore regionale di GayLib – ha affermato: “Con i miei occhi, ho potuto constatare che il giovane porta ancora sull’addome i segni di un cacciavite scagliatogli addosso dal padre in un momento di rabbia, gesto che non è stato denunciato per ritrosia del ragazzo, ma che non può e non deve passare sotto traccia. Spero con forza che non si abbassi mai la guardia su un problema serio e preoccupante come l’omofobia. La nostra associazione conta tantissimi casi come questo“, ha concluso Mangano, precisando che è giunto il momento di fare qualcosa.

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