Pena di morte per gli omosessuali: così recitava un volantino diffuso da tre mussulmani

Frasi di discriminazione e odio contro i gay da parte di tre uomini mussulmani che hanno diffuso volantini con le infelici espressioni fuori la moschea di Derby.

di Daniela Caruso 20 gennaio 2012 22:54

Tre uomini musulmani sono stati accusati di fomentare odio legato a posizioni riguardanti l’orientamento sessuale, dopo aver distribuito un volantino che recitava che l’Islam ha chiesto di giustiziare chiunque fosse sorpreso a commettere atti di natura omosessuale. Ihjaz Ali, Kabir Ahmed Javed Razwan hanno distribuito l’opuscolo, chiamato “La pena di morte?“: sulla copertina era mostrata l’immagine di un manichino appeso a un cappio e delle citazioni prese da testi islamici, per le quali la pena capitale era l’unica soluzione per liberare la società dall’omosessualità. Oggi alle Derby Crown Court, i tre sono stati condannati da una giuria per aver distribuito materiale omofobo. Mehboob Hussain e Umar Javed, accusati dello stesso reato, sono stati riconosciuti come non colpevoli dalla giuria.

Il giudice John Burgess ha rinviato la condanna al 10 febbraio. Durante il loro processo, la giuria, composta da sette uomini e cinque donne, ha sentito gli imputati, che risiedono tutti a Derby. I giurati hanno confermato la distribuzione del volantino, ma che tale iniziativa prendeva piede anche da ciò che la religione mussulmana insegnava loro sull’omosessualità. Gli uomini, dunque, non avrebbero avuto intenzione di minacciare la vita di nessuno. Il volantino è stato distribuito nei pressi della moschea Jamia di Derby, ubicata in Rosehill Street e nelle strade intorno al quartiere  nel mese di luglio 2010.

I volantini portavano la dicitura GAY (God abhors you, ossia Dio ti detesta) e Turn or Burn (che in italiano potremmo tradurre come Ripensaci o bruci). La pena di morte, secondo quanto stampato sul volonatino incriminato, sarebbe “l’unico modo per cancellare questo immorale crimine che corrompe la società”. Il procuratore Bobbie Cheema ha dichiarato che le frasi presenti sull’opuscolo rappresentavano un messaggio “minaccioso, offensivo, spaventoso e spregievole” contro la comunità omosessuale. In questi giorni, si deciderà le sorti di questi tre uomini e le pene inflitte a ciascuno per i comportamenti omofobi messi in atto.

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