Il Papa: “Non si uccide in nome di Dio ma non si offende la fede”

Dopo lo Sri Lanka, papa Francesco è arrivato oggi nelle Filippine. Sulle minacce terroristiche ha affermato: "Il miglior modo per rispondere è la mitezza".

di Luca Fiorucci 15 Gennaio 2015 19:37

Prosegue il viaggio in Asia di Papa Francesco, che dopo lo Sri Lanka è atterrato questa mattina a Manila, nelle Filippine, dove ha ricevuto la calorosa accoglienza di centinaia di giovani che cantavano e ballavano, del presidente Benigno Aquino e dei vescovi filippini, guidati dal cardinale arcivescovo di Manila Louis Antonio Tagle. Per oggi non sono previsti discorsi ufficiali del Papa, che però domani visiterà il palazzo presidenziale, dirà messa con i religiosi nella Cattedrale di Manila e incontrerà le famiglie nella “Mail of Asia” Arena.

Sul volo che lo portava a Manila, Bergoglio ha risposto alle domande dei giornalisti, con i quali ha parlato innanzitutto del terrorismo, e, rispondendo ad un cronista francese che gli chiedeva “fino a che punto si può andare con la libertà di espressione”, ha spiegato: “Uccidere in nome di Dio è un’aberrazione. Non si può provocare, non si può insultare la fede degli altri, non si può deridere la religione. E la libertà di espressione ha il limite di non offendere nessuno“. Francesco ha fatto un esempio a tal proposito: “Se il mio amico Gasbarri dice una parolaccia sulla mia mamma, si aspetti un pugno“.

E’ stato poi chiesto al Papa se sia preoccupato per gli allarmi su possibili attacchi terroristici al Vaticano, ed egli ha risposto di essere “preoccupato per l’incolumità dei fedeli“, mentre per sé ha paura, ma anche “una sana incoscienza“, e ha poi precisato: “Sempre il miglior modo per rispondere è la mitezza, essere umile, mite, come il Padre, senza fare aggressioni”. Quanto agli attentati suicidi che sono avvenuti durante la guerra civile nello Sri Lanka, Bergoglio ha affermato: “Forse è una mancanza di rispetto, ma credo che in ogni attacco suicida c’è qualcosa di squilibrio mentale e umano, c’è qualcosa che non va nelle persone, nel senso che danno alla propria vita e a quella degli altri”. E, quanto al fatto che, spesso, sono utilizzati persino dei bambini per questi attacchi, ha osservato: “I bambini sono usati dappertutto per tante cose. Sfruttati nel lavoro. Sfruttati come schiavi. Anche sfruttati sessualmente”.

Ieri il Papa aveva beatificato davanti a 500mila persone Giuseppe Vaz, un religioso vissuto nel XVI secolo, divenuto il primo santo dello Sri Lanka, e si era poi recato a sorpresa in visita ad un tempio buddista. A proposito di quella visita, egli ha oggi sottolineato “il senso di interreligiosità che si vive nello Sri Lanka“, e, a chi gli ha ricordato che una volta si diceva che “i buddisti andavano all’inferno“, ha risposto che “anche i protestanti, quando io ero bambino, andavano all’inferno“, e ha aggiunto: “La Chiesa è cresciuta tanto nel rispetto delle altre religioni”. Il Pontefice ha infine spiegato che al centro del suo viaggio nelle Filippine ci saranno i poveri, i poveri che vogliono andare avanti, i poveri che hanno sofferto del tifone Yolanda e ancora ne patiscono le conseguenze“, e ha detto che la sua enciclica sui cambiamenti ambientali “se va bene a giugno-luglio uscirà“.

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