Usa, il piano di Obama per il controllo delle armi

Il piano del presidente americano prevede la messa al bando delle armi più pericolose e controlli sull'identità e i precedenti degli acquirenti.

di Luca Fiorucci 17 Gennaio 2013 0:41

Il presidente Usa Barack Obama ha presentato il suo piano per contrastare la violenza causata dal facile accesso alle armi, spiegando: “Proteggere i nostri figli è il primo compito di una società e non è un tema che può dividerci. Io amo il mio Paese e voglio che tutti siano felici e si sentano sicuri”. Il piano del presidente americano prevede 23 decreti e una spesa di 500 milioni di dollari, e i punti principali sono la messa al bando delle armi automatiche e dei caricatori di proiettili di grande portata e l’obbligo di controlli sull’identità e sui precedenti degli acquirenti. Al momento della firma dei decreti, il presidente si è lasciato circondare da un gruppo di bambini, e l’immagine è stata trasmessa su tutti i principali canali televisivi.

Rispetto le nostre forti tradizioni sul possesso di armi ma serve un cambiamento”, ha aggiunto Obama, che ha però avvertito: “Queste saranno riforme difficili. Si opporranno lobbisti e politici, che non vogliono perdere consensi e guadagni. Dietro le quinte opereranno perchè nulla cambi”. Nelle ore precedenti il discorso, la National Rifle Association (Nra), la lobby delle armi, ha lanciato una campagna di spot televisivi in cui Obama viene definito “un elitista come tanti altri a Washington”, che chiede agli altri quello che non vale per lui. Il riferimento è alle due figlie del presidente statunitense, che a scuola sono protette da un servizio di difesa armato non presente nelle altre scuole.

Un’ora dopo il discorso di Obama, la potente lobby delle armi ha diffuso un annuncio ai suoi iscritti: “Sarà la battaglia del secolo“. E’ dalla strage alla scuola di Newton, che lui stesso ha definito “il più brutto giorno della mia presidenza“, che il presidente americano ha intensificato la lotta contro la lobby delle armi. Il piano di Obama si articola in tre punti: armi e violenza, istruzione, salute mentale. Viene proposto uno statuto federale che ponga fine alla vendita di armi ad acquirenti per conto terzi e il controllo a livello federale dei precedenti di chi vuole comprare un’arma, con l’obbligo per le agenzie governative di rendere disponibili le informazioni sulle persone per impedire a individui ritenuti “pericolosi” l’acquisto di armi.

Viene chiesto inoltre di svolgere una campagna di informazione nazionale sull’uso sicuro delle armi e sulla loro detenzione in casa, mentre il Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie di Atlanta dovrebbe condurre una ricerca approfondita sugli atti di violenza legati alle armi, verificando anche se vi può essere un’influenza da parte dei videogiochi violenti. Adesso il piano di Obama passa al Congresso, dove però ha scarse possibilità di essere approvato, vista la contrarietà di gran parte dei repubblicani e anche di alcuni democratici.

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