Violenze su bambini dell’asilo, arrestate due maestre

Le due donne sono state scoperte grazie alle telecamere di sorveglianza installate nella classe dei bambini della scuola materna.

di Simona Vitale 13 giugno 2012 17:55

Due maestre di un asilo di Cirò Marina, in provincia di Crotone, A.L di 58 anni e M.L. di 55 , sono state arrestate dai carabinieri con l’accusa di aver maltrattato alcuni bambini. I carabinieri hanno accertato, attraverso delle telecamere nascoste nella classe, le violenze perpetrate ai danni dei piccoli presenti all’interno della scuola per l’infanzia. Le indagini sono scattate dopo la denuncia da parte di una mamma che aveva notato i segni di percosse sul corpo della sua bambina.

L’ordine di custodia cautelare è stato firmato dal Giudice per le indagini preliminari di Crotone, Franco Russo Guarro, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti delle due donne. Gli episodi incriminati sarebbero circa una quarantina e si sarebbero verificati tra il mese di aprile e di maggio. Le vittime delle violenze sarebbero tutti bambini di età compresa tra i 3 e i 5 anni. Secondo quanto scritto nell’ordinanza del giudice Russo Guarro, i bambini erano visibilmente terrorizzati all’avvicinarsi delle maestre.

Come si legge nell’ordinanza, infatti, e come è stato possibile rilevare dalle immagini delle telecamere di sorveglianza nascoste nella classe, grazie alle perseveranza della mamma sopracitata:

Le insegnanti hanno sottoposto i minori a continue sofferenze fisiche percuotendoli ripetutamente con reiterati colpi ed umiliazioni morali, cagionando loro penose condizioni di vita e costringendoli a vivere in un clima di paura e di insicurezza. Situazione che si evince dagli atteggiamenti monitorati di alcuni bambini, i quali sembravano visibilmente terrorizzati al solo avvicinarsi delle insegnanti.

Un precedente simile si è verificato nel mese di luglio dello scorso anno in Calabria, quando quattro maestre di un asilo di Mileto, in provincia di Vibo Valentia, furono arrestate con l’accusa di maltrattamenti aggravati ai danni di un bambino disabile di cinque anni. Le indagini erano state avviate alcuni mesi prima grazie a delle informazioni confidenziali e anonime giunte ai carabinieri di Mileto.

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