L’Ue chiede aiuto al G20 e tiene gli occhi puntati su Italia e Grecia

L'Unione Europea chiede al G20 di tenderle una mano per la risoluzione dei nodi principali della crisi che la coinvolge e nel frattempo guarda all'Italia ed alla Spagna come a chi potrebbe essere il prossimo bersaglio della speculazione.

di Vincenzo Avagnale 31 Ottobre 2011 18:28

I presidenti del Consiglio e della Commissione Europea, rispettivamente Van Rompuy e Barroso, hanno affermato che l’Europa da sola potrebbe non riuscire a superare questo momento e si sono appellati ai paesi del G20: “l’aiuto di tutti è necessario per ridare all’Ue la spinta necessaria e rimettersi in carreggiata”.

L’appello è insomma alla responsabilità di tutti i paesi coinvolti, che in caso di un cataclismica crisi dell’area euro rischierebbero poi un crash di tutto il sistema economico globale. Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha nel frattempo annunciato che è in corso un’operazione di revisione degli strumenti di finanziamento per mettere a disposizione di chi è in difficoltà dei più validi sistemi di supporto.

Era risultato evidente a tutti che il vertice di giovedì scorso non fosse la panacea a tutti mali della crisi economica, infatti i mercati lo hanno subito dimostrato venerdì ed il presidente uscente della Banca Centrale Europea Jean Claude Trichet lo conferma oggi con queste parole: “la crisi non è finita, anzi, ci ha fatto vedere per la prima volta la debolezza dell’Europa, caduta dopo Usa e Giappone nella stessa spirale negativa dell’economia.”

L’Europa è la prima a non essere per niente sicura delle complicate manovre che sta varando, tra l’altro ancora con cifre e numeri incompleti, per contrastare la crisi ed il “fondo salva stati” continua a diminuire e salire a seconda delle notizie sugli andamenti della borsa della giornata. Non c’è da stupirsi se il mercato non si stabilizza.

Secondo quanto scrivono Barroso e Van Roumpuy in una nota congiunta: “noi abbiamo fatto la nostra parte, ma serve l’aiuto di tutti per assicurare ripresa globale e crescita. Applicheremo le misure anti-crisi in fretta e con il rigore necessario. Siamo fiduciosi che ciò contribuirà ad una rapida soluzione della crisi.” 

Se anche ciò non dovesse bastare però l’Europa si aspetta che il G20, con Cina ed Usa avanti a tutti gli altri, intervengano e non abbandonino i partner europei: “c’è una comune responsabilità e identico obiettivo. Fredde, anzi praticamente di accusa le reazioni alla politica britannica di non voler intervenire, neanche in minima parte, al fondo per gli stati in difficiltà “più che un boicottaggio, Londra annuncia la sua netta sfiducia verso l’europa”. Dopotutto anche il contributo usa tramite l’Fmi è tutto da vedere, visto che si è parlato di “revisione” degli strumenti, non di maggiore gettito per chi ne ha bisogno.

Secondo gli economisti di Eashington: “l’obiettivo della revisione è rafforzare la capacità del Fondo di mitigare il contagio, fornendo quindi liquidità ai paesi che hanno politiche e fondamentali forti e che sono colpiti da stress sui mercati finanziari. Il rafforzamento degli strumenti punta a gestire i bisogni dei paesi membri. Strumenti che non sono mirati a particolari stati.” Una stoccata forse proprio al piano europeo, che non convince anche il magnate George Soros, secondo cui:”dimostra la mancanza di leadership di un continente ed entro 3 settimane sarà dichiarato un completo fallimento.”

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