ILVA, biomonitoraggio con esiti positivi sui lavoratori di Taranto

Gli esami diagnostici hanno permesso di tracciare un vero e proprio riferimento per quanto riguarda i rischi relativi all’impatto dei metalli pesanti sul benessere e sulla sicurezza dei lavoratori.

di giannipuglisi 11 aprile 2018 19:28

Ottime notizie arrivano dai test relativi al biomonitoraggio dei lavoratori dello stabilimento ILVA. Infatti, gli esiti dei vari test diagnostici hanno rilevato dei risultati al di sotto dei limiti stabiliti come riferimento. La ricerca è stata commissionata nel 2017 da parte di ILVA in Amministrazione Straordinaria. Dello studio se ne sono occupati Pietro Lovreglio e Leonardo Soleo, professori del Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Bari.

Gli esami diagnostici hanno permesso di tracciare un vero e proprio riferimento per quanto riguarda i rischi relativi all’impatto dei metalli pesanti sul benessere e sulla sicurezza dei lavoratori. I risultati torneranno utili non solamente ai lavoratori, ma anche a tutta la ricerca scientifica e medica nel campo della tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori occupati presso aziende che producono acciaio.

I test di biomonitoraggio, che hanno previsto analisi delle urine e del sangue, hanno coinvolto 856 dipendenti. Stando ai risultati, solamente 24 di loro avevano una quantità di arsenico nelle urine di poco più alta rispetto ai limiti presi come riferimento. Ulteriori approfondimenti medici hanno permesso di capire come tale alterazione non era legata all’esposizione ai metalli pesanti (i 24 dipendenti in questione lavorano nella zona meno esposta, ovvero presso l’Imbarco prodotti finiti), ma più che altro a delle abitudini alimentari errate.

Una ricerca di cui potranno beneficiare ovviamente anche gli stakeholder: infatti, le nozioni scientifiche accreditate hanno come scopo ultimo quello di fissare delle basi scientifiche circa la salute e la sicurezza di ciascun lavoratore. I limiti che sono stati assunti come riferimento e che poi sono serviti per i confronti con i valori dei singoli dipendenti sono stati stabiliti da enti accreditati, ovvero dallo SCOEL, dall’ACGIH e dalla SIVR (Società Italiana Valori di Riferimento). Non solo, dato che l’equipe medica ha voluto prendere come riferimento valori ancora più stringenti, ovvero quelli fissati dal Laboratorio di Tossicologia Occupazionale dell’Università di Brescia.

0 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti