Dopo l’assoluzione, nella sentenza di appello, di tutti gli imputati e le relative polemiche, il procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatone รจ intervenuto a proposito del caso Cucchi, e ha dichiarato: “Non รจ accettabile, dal punto di vista sociale e civile prima ancora che giuridico, che una persona muoia, non per cause naturali, mentre รจ affidata alla responsabilitร degli organi dello Stato. Se emergeranno fatti nuovi o comunque l’opportunitร di nuovi accertamenti. la Procura di Roma รจ sempre disponibile, come in altri casi piรน o meno noti, a riaprire le indagini“. Pignatone ha poi sottolineato che le “sentenze meritano tutte rispetto”, anche se in questo caso, ha precisato, sono “tra loro contrastanti” e “in tutto o in parte non condivisibili“. In primo grado erano infatti stati condannati i medici ma assolti gli infermieri e gli agenti penitenziari, mentre in appello sono stati tutti assolti.
Il procuratore si รจ inoltre detto “disponibile a incontrare i familiari del ragazzo”. A Pignatone ha subito replicato la sorella di Stefano, Ilaria, affermando: “Prendiamo atto di questa importante decisione del procuratore capo della repubblica di Roma. Rimaniamo in attesa di giustizia e veritร come abbiamo sempre fatto in questi cinque anni. Possiamo solo dire che vanno azzerate tutte le perizie e le consulenze che hanno fatto solo fumo e nebbia sui fatti”. La famiglia Cucchi aveva giร annunciato che lunedรฌ si sarebbe presentata davanti alla procura con dei maxi-cartelloni raffiguranti Stefano: “Andremo solo noi tre senza alcuni sit-in, presidio o altro. Vogliamo far vedere come Stefano รจ morto e le condizioni con le quali ce lo hanno riconsegnato” ha spiegato Ilaria Cucchi.
Sempre quest’ultima, in precedenza, aveva chiesto un incontro con Pignatone, affermando: “Voglio chiedergli se รจ soddisfatto dell’operato del suo ufficio, se quando mi ha detto che non avrebbe potuto sostituire i due pm che continuavano a fare il processo contro di noi, contro il mio avvocato, e contro mio fratello, ha fatto gli interessi del processo e della veritร sulla morte di Stefano”. Non si smorzano, perรฒ, le polemiche sulla sentenza emessa venerdรฌ, con il presidente della Corte d’Appello di Roma Luciano Panzani che ha difeso i giudici che hanno assolto tutti gli imputati, chiedendo di non sottoporli ad una “gogna mediatica“, e al quale Ilaria Cucchi, in giornata, ha replicato con una lettera aperta dove ha scritto: “Nutro profondo rispetto per la magistratura. Rispetto, ma non venerazione. Non credo di mancare di rispetto a Lei e alla Magistratura se mi permetto di dire che le critiche rivolte ai suoi colleghi sono tutt’altro che una gogna. Chiedere responsabilitร per chi sbaglia e commette gravi e ripetuti errori non significa metterlo alla gogna”.
Sul caso Cucchi รจ intervenuto su Twitter anche il sindaco di Roma Ignazio Marino, che ha scritto di essere “orgoglioso che Roma abbia un procuratore capo come Giuseppe Pignatone disponibile a riaprire le indagini“. Proprio il sindaco, pochi giorni fa, aveva annunciato di voler intitolare una via della capitale a Stefano Cucchi, e la sorella, ringraziandolo, ha precisato: “Mi piacerebbe che via Golametto, la via d’accesso al Palazzo di Giustizia, fosse quella prescelta. Sarebbe un segnale importante“.






