Cameron come Obama ingrigisce, sarà colpa della rivolta dei Tory?

David Cameron affronta la prima vera rivolta nel suo partito da quando si è insediato a Downing Street. Molti dei suoi hanno votato positivamente, al contrario delle direttive del premier, ad un referendum per far uscire la Gran Bretagna dall'Unione Europea.

di Vincenzo Avagnale 26 Ottobre 2011 11:15

David Cameron si è trovato a combattere contro il suo stesso partito nel delicato referendum proposto per far uscire il suo paese dall’Unione Europea. Il problema non è tanto il voto, che secondo le aspettative ha dato esito negativo con 438 no contro 111 si, ma per il fatto che hanno pesato molto, politicamente parlando, i 91 voti da parlamentari del suo partito. Il Daily Mail non s’è fatto sfuggire inoltre, con molta ironia, che proprio in coincidenza con questo evento i suo capelli sono ingrigiti di colpo.

Poveretto il premier della Gran Bretagna. Gli arrivano bastonate da tutte le parti ultimamente e perfino il suo partito gli si rivolta contro, ma fortunatamente almeno qualcosa di positivo gli è successo: il Daily Mail l’ha preso in giro per i capelli grigi. Non è ironia, ma la pura verità, infatti il giornale che ha paragonato Cameron ad Obama ( a cui successe la stessa cosa dopo 41 giorni alla casa bianca) ha garantito, una volta tanto, un po’ di visibilità ad un premier considerato assai poco dalla stampa.

Avevano detto scherzosamente che per quanto si impegnasse proprio non attirava lo sguardo della stampa, era così anonimo che perfino durante una vacanza in Italia è stato trattato assai scortesemente da una cameriera, che dimenticò la sua ordinazione e gli disse sgarbatamente di tornare a sedere senza dar segno di riconoscerlo minimamente. Adesso almeno, seppure per i capelli grigi e bianchi, tutti parlano di lui.

Cameron non si sbilancia affatto sull’argomento ed a chi gli chiede un commento sull’improvviso cambio di colore lui non risponde, forse un po’ piccato per via dell’ironia del giornale inglese, che sostiene che gli siano ingrigiti i capelli per via del voto dei 91 parlamentari dei Tory, il suo partito, contrari all’Unione Europea al referendum se confermare o meno l’impegno britannico in questo organismo sovranazionale.

Certo è che ha avuto un self control decisamente “britannico” e non ha battuto ciglio, facendo un alzata di spalla ed affermando indecifrabile di non aver nulla da commentare.

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