Brescia, arrestato ventenne marocchino con l’accusa di terrorismo

Secondo le forze dell'ordine il ragazzo progettava un attentato alla sinagoga di Milano. La scoperta grazie al monitoraggio di siti web inneggianti alla jihad.

di Giulio Ragni 15 Marzo 2012 10:34

Progettava un attacco terroristico contro “obiettivi sensibili”, tra cui la sinagoga di Milano: con queste motivazioni un ragazzo di origine marocchina è stato arrestato stamane alle luci dell’alba a Brescia. J. M., 20 anni, è ritenuto coinvolto dalle forze dell’ordine in attività di addestramento all’uso di armi e di esplosivi per finalità di terrorismo, e con questa motivazione è scattata l’immediata ordinanza di custodia cautelare in carcere. 

L’operazione, coordinata dalla Procura Distrettuale di Cagliari e condotta dalle Digos delle Questure di Cagliari e Brescia, è stata resa possibile grazie alla costante attività di monitoraggio di siti web inneggianti alla jihad: il ventenne marocchino, che vive a Brescia dall’età di sei anni, si era fatto notare per il particolare interesse nutrito circa gli aspetti operativi degli attacchi terroristici. Recentemente, anche grazie alle intercettazioni, gli investigatori avevano acquisito “preoccupanti elementi su una progettualità terroristica”, che hanno fatto scattare l’allerta e reso necessario l’arresto immediato del giovane. Nel computer sequestrato al presunto terrorista è stato ritrovato anche un documento contenente un sopralluogo “virtuale” alla sinagoga di Via della Guastalla a Milano, circa i sistemi di sicurezza presenti nel tempio ebraico.

Le indagini sono state particolarmente difficoltose per i numerosi accorgimenti informatici attuati dal ventenne, particolarmente esperto in materia, il quale aveva creato gruppi Facebook segreti in cui gli iscritti potevano condividere conoscenze ed istruzioni sull’assemblaggio di ordigni esplosivi artigianali, e sull’uso di armi da fuoco: in uno di questi gruppi vi era ad esempio la regola che imponeva “nessun video su canti religiosi, solo armi ed esplosivi”. Le indagini proseguono ora anche in ambito internazionale, poiché il ragazzo aveva contatti con persone residenti per lo più all’estero: le forze del’ordine statunitensi e britanniche stanno conducendo indagini parallele a quella coordinata dagli italiani, e ci sono già i primi riscontri. Contestualmente all’arresto odierno di Brescia infatti, la Metropolitan Police di Londra ha arrestato una donna che era in contatto con il ventenne marocchino.

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