Berlusconi, scontro con Giletti a Domenica In: “O parlo o me ne vado”

L'ex Premier ha più volte minacciato di abbandonare lo studio della trasmissione di Rai 1, incalzato dalle continue domande del conduttore.

di Simona Vitale 23 Dicembre 2012 17:29

Silvio Berlusconi continua il tour delle trasmissioni televisive ed oggi è apparso nella trasmissione di Rai 1 Domenica In, condotta da Massimo Giletti. L’intervista fatta dal conduttore ha mandato su tutte le furie l’ex Premier che si è alzato per ben due volte, minacciando di abbandonare il programma. Incalzato dalle continue domande di Giletti, Berlusconi ad un certo punto ha detto:

Se vuole me ne vado, lei mi deve far parlare, è inutile che prosegua, è la quarta volta che mi interrompe. Mi sembra di stare a giocare, non di fare un’intervista, è bastato essere stato lontano dalla tv un anno per venire trattato così.

Sarcastica, invece, la risposta di Giletti:

Lei è abituato alla Barbara D’Urso della settimana scorsa. Lei è simpatico, è uno sportivo, sa che ci deve essere un match con delle risposte.

Dunque, veri e propri momenti di tensione che ha vissuto l’ex Premier, probabilmente anche irritato dalle dichiarazioni fatte da Monti nel corso della sua conferenza stampa. Voci circolanti negli ambienti politici riferiscono che Berlusconi avrebbe voluto addirittura rispondere al dimissionario Presidente del Consiglio con una conferenza stampa ad hoc, salvo poi pensare a diverse strategie. In primis, Berlusconi rilascerò alcune dichiarazioni a diversi Tg (in primis Studio Aperto) in serata.

Quando, poi, finalmente è tornata la calma nello studio di Domenica in, Berlusconi, con una certa durezza ha dichiarato:

Ho avuto un’incubo stanotte, c’era ancora Monti presidente del Consiglio con Di Pietro alla Cultura, Ingroia alla Giustizia e poi c’era Fini…Fini era alle fogne.

Parlando delle riforme fatte dai suoi Governi, asserisce poi:

Mettendo insieme tutti i 57 governi precedenti non si arriva a fare tutte questi cambiamenti che noi abbiamo fatto per migliorare la vita degli italiani.

Puntando ad un ormai esplicito 40%, il Cavaliere ha detto, qualora ritornasse a governare il Paese:

Se vincessi, punterei a una rinegoziazione con l’Europa, perché se andassimo avanti col patto fiscale dovremmo togliere dall’economia 50 miliardi all’anno. Il Pil ne soffrirebbe e andremmo al disastro. Bisogna dire che siamo a meno di cento nel rapporto debito Pil, perché per una norma cervellotica dell’Unione Europa considera come Pil solo l’economia emersa, mentre da noi abbiamo un’economia sommersa molto rilevante. Non darà soldi all’Erario e dobbiamo continuare la guerra all’evasione in maniera liberale e non come fatto da questo governo. Sommando le due economie si arriva duemila miliardi di Pil.

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