Ammoniaca in bottiglia d’acqua del distributore: 15enne in gravi condizioni

Una studentessa 15enne di Genova è stata ricoverata presso l'ospedale San Martino del capoluogo ligure dopo aver bevuto una bottiglietta d'acqua, contenente tracce di ammoniaca, prelevata da un distributore automatico presso la stazione Brignole. Indagini in corso. La ragazzina è attualmente in coma farmacologico, ma non sarebbe in pericolo di vita.

di Simona Vitale 2 Dicembre 2011 11:15

Milioni e milioni di persone prelevano quotidianamente bottigliette d’acqua dai distributori automatici, mai pensando che potrebbe accader loro qualcosa. Ebbene, a Genova, una ragazzina di 15 anni è adesso ricoverata nel reparto di rianimazione dell’Ospedale San Martino, dopo aver bevuto il contenuto di una bottiglietta d’acqua prelevata ad un distributore presso la stazione Brignole. Nell’ acqua però vi era ammoniaca. La giovane studentessa ha bevuto poco prima di iniziare gli allenamenti per una partita di calcio presso un campo sportivo di Albaro.

Giulia F. è dunque quasi rimasta uccisa dall’acqua avvelenata. Erano circa le 19, quando la ragazzina in compagnia di un’amica con cui si stava recando a giocare a calcio si è sentita male, lamentando dolori allucinanti, una sensazione di fortissimo bruciore che scendeva giù fino allo stomaco. Pochi minuti dopo si è capitato il perchè. Nella bottiglietta, secondo i medici  del 118, vi erano forti tracce di ammoniaca. La ragazza è stata così intubata e portata urgentemente all’ospedale. La ragazza è in prognosi riservata.

Ora spetta ai poliziotti dell’Ufficio Prevenzione della Questura di Genova cercare di capire cosa possa essere accaduto: se c’è stata qualche anomalia nell’impianto di produzione, se c’è stata disattenzione da parte di chi ha caricato il distributore automatico o se dietro la tragedia si nasconde il folle gesto di uno squilibrato mentale o di un attentatore. La bottiglietta “avvelenata” è stata ovviamente sequestrata, così come tutti i distributori automatici della stazione Brignole sono stati chiusi. Difficile ricostruire l’accaduto dal momento che Giulia, sebbene non in pericolo di vita, è attualmente in coma farmacologico. L’amica presente con la ragazza sostiene che Giulia abbia detto: “Mi brucia la bocca”, per poi non riuscire più a respirare. Salvo poi ricordarsi di un importante dettaglio:  “Quando ha preso la bottiglietta, mi ha fatto notare che il tappo era svitato, ma non si è preoccupata perché ha pensato di averlo fatto lei e di non ricordarsi quando” ha aggiunto l’amica della 15enne studentessa.

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