Alfano: “Berlusconi non si tocca!”

I segretario del Pdl allontana gli ormai conclamati annunci di dimissioni di Berlusconi per formare un nuovo governo con i centristi: "Berlusconi rimane al suo posto.

di Vincenzo Avagnale 10 Ottobre 2011 12:57

Alfano non accetta la “conticio sine qua non” per cui l’unico modo per allearsi con il centro sarebbe quello di buttare fuori Berlusconi. Sarebbe “un ricatto politico vile ed ingiusto” ha ribadito con forza. 

Le posizioni del successore designato di Berlusconi alla guida del Pdl sono chiare ed irremovibili, ma sembrano non aver sorpreso Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, il quale ha ribattuto prontamente: “con tutto il rispetto per Alfano, una buona politica impone prima di tutto serietà: non esiste l’ipotesi di una collaborazione credibile tra chi oggi sostiene questo governo e chi invece, come noi, lo ritiene fallimentare.”  Alfano non si scompone e risponde: “la condizione che mi viene posta è: accantonate Berlusconi e noi siamo pronti, mentre una scelta responsabile sarebbe: lavoriamo insieme per un’area moderata senza condizioni capestro”. 

Insomma niente spazio al tanto decantato governo tecnico, niente spazio ad un ribaltone parlamentare, niente spazio per chi vuole sovvertire il risultato delle urne. Niente spazio per niente! La situazione rimane invariata ed a nulla sono serviti i proclami di Scajola che col suo “pentitevi! Pentitevi!” da fine del governo non è riuscito a smuovere di una virgola il vertice del Pdl, diventa quindi sempre più probabile la partenza dei deputati riunitisi attorno a lui per questo tentativo di smuovere le acque ed Udc ed Fli sussurano già parole affabulatrici.

C’è un eccesso di enfasi sull’ipotesi di divisioni interne al Pdl. Quando nel Pdl non ci sono discussioni di noi si dice che siamo una caserma, quando si discute si dice che al nostro interno c’è il caos. I giornali non riescono a trovare una via di mezzo, ma non riusciranno a farci litigare. Anzi sarà l’ottimismo della volontà oppure quello della ragione, ma conservo l’ottimismo di chi pensa che possiamo vincere le elezioni nel 2013, dimostrando di aver governato l’Italia al meglio possibile in un momento difficoltosissimo come quello della crisi” ha minimizzato Alfano.

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