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Ritornano le false email dalla Polizia Giudiziaria: truffa con virus

Sembrava ormai un capitolo chiuso, ma la storia relativa alle false email dalla Polizia Giudiziaria non si arresta, al punto che bisogna trattare una questione simile a quella presa in esame alcune settimane fa, in contesti leggermente differenti. Proviamo a fare il punto della situazione, con alcuni dettagli trapelati per il pubblico che potrebbero fare tutta la differenza del mondo per evitare di aprire pericolosi allegati. Come sempre avviene in circostanze simili, dobbiamo evitare nel modo più assoluto di essere frettolosi al momento della ricezione di un nuovo messaggio di posta elettronica.

Cosa dobbiamo sapere sulle finte email dalla Polizia Giudiziaria: sta tornando una vecchia truffa con virus

Sulla carta, l’alert che sto portando oggi alla vostra attenzione dovrebbe essere inutile. Chiunque dovrebbe sapere che le autorità di polizia giudiziaria non comunichino le notizie di reato via mail, ma la prudenza non è mai troppa. Non è un caso che in tanti ci stiano cascando, aprendo inavvertitamente gli allegati presenti nelle false email dalla Polizia Giudiziaria.

Il meccanismo è semplice, in quanto la fantomatica email dalla Polizia Giudiziaria rimanda ad un’inesistente indagine penale per pornografia infantile. In questo modo, colpendo soprattutto gli utenti che hanno meno dimestichezza con situazioni del genere, si mette in agitazione il destinatario inducendolo così a contattare il mittente. O, peggio ancora, ad aprire allegati.

Morale della favola? Se ricevete email di questo tipo ignoratele oppure ancora meglio contattate la Polizia Postale. A prescindere da tutto, state alla larga dagli allegati contenuti nelle false email dalla Polizia Giudiziaria, alla luce delle segnalazioni che hanno preso piede oggi 7 maggio qui in Italia. Anche voi avete ricevuto messaggi di questo tipo? Fateci sapere con un commento a fine articolo, per capirci qualcosa di più oggi stesso qui in Italia.

Negli ultimi mesi è aumentata la diffusione di false email inviate a nome della Polizia Giudiziaria o di alte cariche delle Forze dell’Ordine. Questi messaggi utilizzano toni autoritari e loghi istituzionali contraffatti per spaventare l’utente, accusandolo falsamente di gravi reati informatici.

L’obiettivo dei cybercriminali è il phishing: spingere la vittima ad aprire allegati infetti o a cliccare su link che installano malware. In altri casi, viene richiesto il pagamento di una “sanzione” per evitare procedimenti legali. È fondamentale ricordare che le autorità non notificano atti giudiziari tramite posta elettronica ordinaria né richiedono pagamenti immediati via web. In caso di ricezione, non rispondere, non scaricare file e segnalare l’accaduto sul portale della Polizia Postale.

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