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Prime anticipazioni sul meteo a marzo in Italia nel 2026

Occhio al meteo a marzo. L’avvio della primavera meteorologica 2026 potrebbe riservare colpi di scena inaspettati. Le recenti proiezioni stagionali diffuse dalla NOAA, basate sul modello fisico-matematico CFSv2, evidenziano un’anomalia climatica di rilievo nel settore del Nord Atlantico. Tra l’Islanda e la Groenlandia si osserva infatti un marcato calo del geopotenziale a 500 hPa, con scarti negativi che raggiungono i -120 metri rispetto alla media climatica 1991-2020.

Focus sul meteo a marzo qui in Italia

In termini puramente dinamici, questa configurazione indica la presenza di un profondo minimo troposferico. Tale scenario suggerisce un’atmosfera particolarmente instabile, capace di innescare i cosiddetti scambi meridiani: invece di scorrere linearmente da ovest verso est, il flusso perturbato tende a ondularsi, facilitando la discesa di masse d’aria artica verso le latitudini più basse, puntando direttamente l’Europa centro-meridionale.

Cosa significa questo? In poche parole è possibile ritrovarsi di fronte a un potenziale “blocco atlantico”. Quando la circolazione zonale rallenta, le correnti fredde trovano varchi aperti per scivolare verso sud. Per il Vecchio Continente, ciò si traduce in un aumento della probabilità di episodi perturbati con temperature sensibilmente inferiori alle medie del periodo. Non si escludono, dunque, nevicate a quote medio-basse, specialmente laddove l’aria fredda dovesse interagire con la formazione di minimi depressionari sul bacino del Mediterraneo.

Potrebbe quindi essere un marzo davvero molto freddo, con la primavera che ritarderà ad arrivare. Focalizzandosi più sulla nostra Penisola, qui l’esito dipenderà dall’esatta traiettoria delle saccature atlantiche. Gli scenari principali sono tre, si parla di Saccature occidentali, ossia se il perno della perturbazione resterà a ovest, prevarranno correnti umide meridionali, portando piogge abbondanti sul versante tirrenico e al Nord-Ovest.

Ci potrebbe essere un ingresso da Nord-Ovest, in questo caso se avviene la traslazione verso est, l’aria fredda farebbe crollare le temperature, portando neve a quote basse sulle Alpi e lungo l’Appennino. Infine l’ultimo scenario che potrebbe presentarsi sull’Italia è il Cut-off mediterraneo. In questo caso si parla di un isolamento della bassa pressione sui nostri mari che renderebbe il maltempo più persistente e difficile da localizzare con precisione.

Bisogna però sottolineare come queste proiezioni rappresentino una tendenza probabilistica e non una previsione certa. Il passaggio dall’inverno alla primavera è una fase di transizione estremamente delicata. Nelle prossime settimane, i dati provenienti dal centro europeo ECMWF saranno determinanti per confermare se questo segnale si tradurrà in un vero colpo di coda invernale o in una fase di variabilità ordinaria. Al momento, la parola d’ordine resta prudenza: il quadro meteorologico è precario e in rapida evoluzione.

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