Kasia Rivera, 35 anni, è stata accusata di aver eseguito un’operazione di ingrandimento del pene (prevedibilmente fallito) ai danni di un ragazzo di 22 anni, Justin, senza alcuna licenza medica o di formazione. Padre di due figli, Justin è andato a casa di Kasia Rivera il 5 maggio per l’operazione, grazie ad un servizio che ha pubblicizzato su di alcuni volantini, secondo quanto riferito dai magistrati.
Il giorno dopo, però, Justin è morto a causa di un’embolia da silicone, secondo quanto emerso dal processo nel tribunale del New Jersey. Rivera, che rischia fino a dieci anni di carcere in caso di condanna, si è dichiarata non colpevole in relazione all’accusa di omicidio colposo. Gli investigatori ritengono che potrebbe aver condotto altre procedure analoghe non autorizzate nel suo appartamento a East Orange, nei pressi di New York, ma altri clienti per il momento non si sono fatti avanti.
Da ribadire è che nulla va iniettato nel pene in quanto rischia di finire direttamente nel flusso sanguigno, provocando una morte dolorosa. Il silicone liquido è richiesto sul mercato nero da parte delle donne che cercano di migliorare le loro figure, anche se non è approvato per iniezioni cosmetiche. Sostanze come paraffina, vaselina e idrogel sono state utilizzate illegalmente per ingrandire il seno delle donne, fianchi e glutei.