Titanic, nuove teorie sull’affondamento a 100 anni dalla tragedia

Gli studi effettuati vogliono che la presenza dei tanti iceberg nella zona d'impatto del Titanic siano dovuti a fenomeni astronomici.

di Simona Vitale 14 Aprile 2012 16:03

A 100 anni esatti dall’affondamento del Titanic, sul quale fiumi e fiumi di parole sono state spese, spuntano nuove teorie su quelle che sarebbero state le cause che hanno spinto la nave, considerata il più alto gioiello di tecnologia dell’epoca, a colare a picco in pochissime ore, inghiottito dall’Oceano. Resta un mistero il perché della presenza di tanti iceberg nella zona dell’impatto del Titanic con il pezzo di ghiaccio nell‘Oceano Atlantico, lontano dalle coste gelide di Terranova e Labrador. Così come è da spiegare com’è possibile che l’enorme icesberg è comparso all’improvviso.

Secondo alcuni studiosi dell’Università del Texas ed un ricercatore britannico, pochi giorni prima del passaggio del Titanic in quella zona dell’Oceano Atlantico la Luna, la Terra e il sole erano stranamente molto vicini; un’orbita che l’ultima volta si era verificata nel 796 A.C. e che si ripeterà di nuovo solo nel 2257. Tutto ciò sembra che provocò un’intensificazione del fenomeno gravitazionale, con delle maree molto alte che trasportarono tanti iceberg nella zona in cui il grande colosso navale stava navigando verso New York.

Tim Maltin, storico britannico ha cercato invece di spiegare come mai la nave più vicina al gigante, la Californian, abbia ignorato la richiesta di aiuto del Titanic. Sembra che la colpa sia del fenomeno dei “miraggi freddi”. Secondo Maltin, la notte del naufragio le vedette del Titanic furono ostacolate da un fenomeno anomalo di rifrazione della luce che si crea quando l’aria fredda riflette i raggi luminosi contro la superficie del mare, ottenendo un effetto simile a quello delle case degli specchi che popolano i luna park. Così, queste distorsioni visive potrebbero aver tratto in inganno la vicina Californian non facendole comprendere che il Titanic stesse affondando. Quel che stato, purtroppo, è stato, e quel che resta è una tragedia sulla quale il mistero aleggerà per sempre.

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