Siria, Congresso verso il si ad Obama. Ban Ki-Moon: “Ci vuole ok Onu”

Il presidente Usa ha chiesto al Congresso un voto in tempi rapidi. Il segretario Onu: "Dobbiamo passare attraverso il Consiglio di Sicurezza".

di Luca Fiorucci 4 Settembre 2013 9:46

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha chiesto ieri al Congresso un voto in tempi rapidi per autorizzare l’intervento militare in Siria e si è detto fiducioso di una decisione favorevole: “Non è l’Iraq, non è l’Afghanistan. Stiamo parlando di un raid limitato, proporzionato, che è un messaggio non solo ad Assad, ma anche ad altri che potrebbero pensare di utilizzare armi chimiche anche in futuro” ha spiegato. Ad Obama è arrivato anche l’appoggio dello speaker repubblicano John Boehner, che ha dichiarato: “E’ necessario rispondere all’attacco con armi chimiche in Siria: solo gli Stati Uniti hanno la capacità di fermare Assad“.

Il segretario di Stato John Kerry, comparendo di fronte alla Commissione Esteri del Senato, ha ribadito la necessità dell’intervento, dicendosi sicuro che in Siria armi chimiche sono state usate, e le ha usate il regime di Assad“, e ha assicurato che vi siano prove certe di ciò, citando il precedente di Colin Powell e delle prove, poi rivelatesi finte, delle armi chimiche di Saddam Hussein. Kerry ha inoltre voluto rassicurare sul fatto che si tratterà di un intervento breve e limitato: “Il presidente non ci sta chiedendo di andare in guerra” ha detto. E la leader dei democratici alla Camera, Nancy Pelosi, è quasi sicura che il Congresso autorizzerà i raid in Siria.

Intanto però il segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon ha ammonito: un attacco degli Usa alla Siriarischierebbe di scatenare ulteriori problemi“, e”se le armi chimiche sono state usate in Siria il Consiglio di Sicurezza deve mostrare unità e decidere misure“, ma comunque solo il Consiglio di Sicurezza può autorizzare un intervento armato: “Come ho già ripetuto dobbiamo passare attraverso il Consiglio di Sicurezza, l’uso della forza può essere fatto all’interno della legge solo per legittima difesa in base all’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite o quando il Consiglio di Sicurezza approva tale azione” ha spiegato. Intanto ieri il ministero della Difesa russo aveva fatto sapere di aver individuato “due oggetti balistici lanciati verso il Mediterraneo orientale“, ma l’ambasciata russa a Damasco aveva spiegato che non c’era nessun elemento che potesse far pensare ad un attacco missilistico sulla città, e una fonte della sicurezza siriana aveva detto che nessun missile era caduto sul loro territorio.

Israele ha poi fatto sapere di aver effettuato nel Mediterraneo un test missilistico congiunto con gli Stati Uniti, e il premier israeliano Netanyahu ha ammonito: “Farci del male non è consigliabile”. Il presidente francese Francois Hollande ha annunciato invece che se il Congresso americano si pronuncerà contro l’attacco alla Siria, la Francia non interverrà da sola, e ha reso noto che si terrà una riunione europea “nei prossimi giorni“. Papa Francesco, invece, è tornato a pronunciarsi contro la guerra anche su twitter, dove ha prima scritto in mattinata: “Vogliamo che in questa nostra società, dilaniata da divisioni e da conflitti, scoppi la pace“, mentre in serata ha twittato: “Con particolare fermezza condanno l’uso delle armi chimiche!”