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Riforme, “tagliola” al Senato. Opposizioni al Quirinale

Riforme, “tagliola” al Senato. Opposizioni al Quirinale

Il governo intende procedere spedito sulle riforme, e vuole porre la cosiddetta “tagliola“, ovverosia il contingentamento dei tempi del dibattito, al Senato, per andare al voto sul ddl riforme entro l’8 agosto, mentre le opposizioni, che erano disposte a ridurre gli emendamenti in cambio di garanzie su Senato elettivo, riequilibrio tra le due Camere e referendum, sono insorte e hanno deciso di recarsi al Quirinale. Nella serata di ieri, quindi, una piccola delegazione composta da Gianmarco Centinaio per laย Lega Nord, Vito Petroccelli per il Movimento 5 Stelle e Loredana De Petris di Sel per il Gruppo Misto รจ stata ricevuta al Colle, ma non dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, assente perchรจ indisposto, รจ stato comunicato, ma dal segretario generale della presidenza della Repubblica Donato Marra, che ha assicurato comunque la massima attenzione alla questione da parte di Napolitano.

La protesta delle opposizioni รจ arrivata dopo una mattinata tesa in Senato, dove nella prima seduta riguardante la riforma costituzionale sono stati discussi solo tre dei 7850 emendamenti presentati al testo del governo, e la seduta รจ stata quindi sospesa per una riunione della conferenza dei capigruppo convocata dal presidente Pietro Grasso, dove la maggioranza ha deciso il contingentamento dei tempi con la cosiddetta “tagliola”. Nel pomeriggio, i lavori sono ripresi tra le polemiche. Il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Luigi Zanda ha dichiarato: “Noi vogliamo discutere della Costituzione e non contare gli emendamenti, e io mi ribello a questa mancanza di democrazia”.

Il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi ha lanciato un ultimatum alle opposizioni e ai “dissidenti” di Pd e Forza Italia: “O c’รจ un ritiro sostanzioso degli emendamenti, concentrando la discussione su alcuni punti, oppure si va avanti, perchรจ cosรฌ non si puรฒ andare avanti: รจ un ricatto”. Il premier Matteo Renzi, in un’intervista al Corriere della Sera, si รจ mostrato determinato ad andare avanti:In Italia c’รจ un gruppo di persone che dice “no!” da sempre. E noi, senza urlare, diciamo “sรฌ”. Piaccia o non piaccia le riforme le faremo” ha affermato. Il Movimento 5 Stelle di Camera e Senato ha diffuso in serata una nota dove si accusava il governo di aver inferto un colpo gravissimo “al Senato e alle opposizioni: una tagliola inaccettabile, che fa carta straccia dell’art. 72 della Costituzione e impone la votazione della riforma costituzionale entro l’8 agosto senza possibilitร  di avere una discussione nel merito in aula”.

Nella nota si lanciava anche un avvertimento al presidente della Repubblica:ย E’ l’ultima opportunitร  per Napolitano di dimostrare che รจ il capo di tutti gli italiani e non solo di una parte”. In aula, il vicepresidente dei senatori leghisti Sergio Divina, mentre parlava il primo capogruppo Gianmarco Centinaio, ha iniziato a strappare le pagine della Costituzione, imprecando e urlando contro il governo e la maggioranza: “State violentando la costituzione. Divina รจ stato poi richiamato all’ordine dal presidente Pietro Grasso. Ora la maggioranza spera che le opposizioni mettano da parte le proposte di modifica ostruzionistiche e si confrontino nel merito di quelle quattro-cinque questioni rimaste ancora aperte, dato che il governo รจ disposto a trattare su alcuni punti, anche se Renzi rimane irremovibile sulla trasformazione del Senato da seconda Camera politica a Camera delle regioni.

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