Moti rivoluzionari fra il 1848-49, mostra a Venezia per i patrioti

I moti rivoluzionari fra gli anni 1848 ed il 1849 sono stati il preludio del risorgimento italiano, in sostanza il momento che dato il via ai fatti che hanno portato all'Unificazione. Una mostra a Venezia ricorda gli eventi di quegli anni travagliati.

di Vincenzo Avagnale 28 Ottobre 2011 11:49

La mostra si intitola “la differenza repubblicana -I volti e i luoghi del 1848-49 a Venezia e nel Veneto” ed è stata allestita dal Consiglio regionale del Veneto in occasione dei festeggiamenti e le celebrazione per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Saranno presenti molti oggetti di uso comune: un tamburo del 1848; bretelle di Angelo Brunetti, capopopolo romano corso in aiuto di Garibaldi e poi fucilato a Venezia dagli austriaci a Porto Tolle; una sezione è stata dedicata in esclusiva al ruolo delle donne venete dei moti rivoluzionari; un altra invece è stata dedicata da Ippolito Nievo, scelto come testimonial della regione Veneto per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Il ministro per i Beni Culturali Giancarlo Galan ha intenzione di partecipare alla mostra, che verrà inaugurata domani. Li intende sottolineare il ruolo del suo ministero nel raccogliere le oltre 200 opere e pezzi d’epoca specifici di quel periodo e rappresentativi di quanto successo. La liberazione di Venezia dagli austriaci ed il successivo autogoverno durò 17 mesi, ma nello spazio di meno di due anni si fece largo nella mente dei veneti l’idea del tricolore, che entrò anche nel mondo dell’arte. Il tricolore è apparso nel Leone di San Marco nelle opere di Caffi, Querena, Giacomelli, Dalla Libera e Casa. Ma anche nei busti di quei personaggi come: Daniele Manin, Niccolò Tommaseo e Giustina Renier Michiel. Tutti presenti alla mostra

L’importante era sfruttare bene l’occasione dal punto di vista della serietà documentale e ho quindi cercato di dare un’impronta di carattere storiografico, cercando di rispondere alle domande su cosa sia veramente accaduto, sul perchè e su cosa sentivano le genti di allora”  ha spiegato lo storico, nonché curatore della mostra, Mario Isnenghi.

Una della particolarità della mostra, ci ha tenuto a ricordarlo il presidente del consiglio regionale Clodavaldo Ruffato, è che la mostra permette al visitatore di entrare liberamente nel cuore di uno dei palazzi dell’istituzione veneziana “Palazzo Ferro Fini” che è sede stessa dell’assemblea consigliare, dove e’ allestita.

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