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Million marijuana march: il corteo per liberalizzare la cannabis

Million marijuana march: il corteo per liberalizzare la cannabis

Sono state circa 20 mila le persone che hanno partecipato alla manifestazione “Million marijuana march“, partita alle 18 da Piazzale dei Partigiani a Roma e diretta verso la Bocca della Verità, che, sull’onda dello striscione “Noi non siamo criminali“, si sono esposte a favore della liberalizzazione della cannabis. “Questa manifestazione si svolge in contemporanea in altre 400 città. La piattaforma è comune: basta con la persecuzione per i consumatori, accesso libero alle terapie e diritto a coltivare la canapa, una pianta che è un bene comune” ha dichiarato Mefisto, organizzatore dell’edizione romana dell’evento. La marcia chiede la fine delle persecuzioni per i consumatori, l’accesso immediato all’uso terapeutico per i pazienti e il diritto a coltivare liberamente la cannabis, considerata vero e proprio “patrimonio dell’umanità”. 

Il corteo, terminato in Piazza Bocca della Verità è culminato in una sorta di vera e propria discoteca all’aperto alla quale i ragazzi hanno dato luogo. Anche i radicali italiani si sono schierati a favore della manifestazione “Million marijuana march”Mario Staderini, segretario dei Radicali, ha infatti dichiarato:

Il proibizionismo è un crimine che produce enormi  costi sociali, economici e sanitari. Chiediamo il superamento delle leggi proibizioniste e l’immediato accesso dei pazienti alla cannabis terapeutica. L’autocoltivazione della cannabis andrebbe non solo consentita, ma promossa perché garantisce al consumatore la qualità del prodotto, lo libera dal mercato criminale e riduce i profitti delle mafie. Sono 28 mila le persone detenute per aver violato la legge Fini – Giovanardi e ha portato un mercato illegale che garantisce alle mafie un giro d’affari annuo di almeno 24 miliardi di euro.

Il corteo ha inoltre mostrato la sua solidarietà anche all’altro corteo che ha avuto luogo sempre a Roma nella giornata di ieri. “Vogliamo dire ad Alemanno che la marijuana innaffiata con l’acqua privata non cresce, dunque dacci l’acqua pubblica. Questo corteo è gemellato con quello dell’acqua pubblica” si urlava dai microfoni, mentre Alemanno polemicamente si è lamentato su Twitter del corteo che, a suo dire, avrebbe lasciato la città molto sudicia.

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