In arrivo Tares, la tassa sui rifiuti che costa più dell’Imu

Il nuovo aggravio fiscale prenderà il posto della vecchia Tarsu (smaltimento dei solidi urbani) e della Tia (tariffa d'igiene ambientale).

di Simona Vitale 20 Dicembre 2012 16:11

Avere una casa sicuramente costa, ma anche gettare i rifiuti ha il suo sostenuto costo. Insomma non si profilano certo belle notizie per tutti coloro che, una volta saldata l’ultima rata dell’Imu, pensano di poter finalmente tirare un sospiro di sollievo. Il 2013 inizierà, infatti, all’insegna di una nuova tassa, la Tares, il cui esborso finale potrebbe essere di importo superiore a quello dell’ultima rata dell’IMU. La nota positiva è rappresentata dal fatto che la prima rata di questa non certo gradita novità fiscale avverrà ad aprile e non a gennaio, come inizialmente stabilito.

Almeno così è stato stabilito da un emendamento alla Legge di Stabilità, volto a concedere ai contribuenti qualche mese in più per versare nuovamente soldi allo Stato. La nuova tassa su rifiuti e servizi prenderà il posto della vecchia Tarsu (smaltimento dei solidi urbani) e  della Tia (tariffa d’igiene ambientale), per quei pochi comuni che praticano quest’ultima.

Sebbene la Tares fosse stata introdotta dal federalismo fiscale del governo Berlusconi, ha trovato però applicazione nel decreto Salva-Italia varato un anno fa dal governo Monti. Secondo la Uil, il fatto che si sia parlato pochissimo di questa nuova tassa rappresenta un un clamoroso errore, giacché, come ribadisce il sindacato, la Tares  finirà per pesare più dell’Imu già versato sulla prima casa. Ad esempio, la classica famiglia media che ha pagato, per una casa media, circa 275 euro di Imu, verserà 305 euro per la Tares, mentre con la vecchia Tarsu il pagamento previsto era di circa 225 euro.

L’importo sarà calcolerà in base ai metri quadri (l’80% della superficie catastale) senza tener conto, però, del numero di componenti del nucleo famigliare. Per le attività commerciali, l’aggravio medio, secondo quanto si evince dai calcoli di Confcommercio, raggiungerà la quota record del 293%. Per il momento, però, a parte il versamento della prima rata ad aprile, la Legge di Stabilità ancora non ha fissato il numero, la scadenza dei versamenti successivi ed eventuali conguagli dei quali, invece, si occuperanno le singole amministrazioni comunali.

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