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Lacrime ai funerali di Claudio, il bimbo gettato nel Tevere dal padre

Lacrime ai funerali di Claudio, il bimbo gettato nel Tevere dal padre

Una folla commossa ha dato questa mattina l’ultimo saluto a Claudio Franceschelli, il bimbo di soli 16 mesi che lo scorso 4 febbraio fu gettato dal padre nel Tevere, all’altezza di Ponte Mazzini. I funerali si sono svolti questa mattina nella chiesa di Santa Dorotea a Trastevere a Roma, dove le persone si sono raccolte silenziose e commosse ai familiari del piccolo Claudio, volato in cielo. In prima fila la mamma del piccolo, Claudia, la nonna, Rita, e il vicesindaco di Roma Sveva Belviso che ha dichiarato: “Tutta la città è stretta intorno a voi per la perdita di questo piccolo cittadino di Roma, l’angioletto di Trastevere”.

Claudio fu gettato nel Tevere dal padre, un romano con precedenti penali, dopo averlo strappato ai familiari della sua ex compagna. Il corpo del piccolo è riemerso poi nelle acque del fiume nei pressi del circolo nautico Tre Nodi di Fiumicino alla fine dello scorso marzo, trovato da due giovani che si erano recati lì per pescare. Secondo il perito del Gip, ascoltato nell’incidente probatorio, il padre era capace di intendere e di volere. Sembra che l’uomo, 25 anni,  abbia gettato il figlio nel fiume dopo un violento litigio con la compagna.

In ricordo del piccolo, molte persone hanno indossato una maglietta con sopra stampata la foto di Claudio, mentre le lacrime scorrevano per un omicidio ingiustificabile sotto ogni profilo. Intorno alla piccola bara tanti palloncini colorati, fiori ed anche un orsacchiotto. Il vicesindaco di Roma, Sveva Belviso,  poi, rivolgendosi alla madre di Claudio, estremamente e visibilmente addolorata, ha detto: “Io credo che l’esperienza più devastante che una madre possa fare è questa. Mi auguro che ora un pochino di pace possa entrare nella tua vita”. All’uscita della bara dalla chiesa tanti palloncini bianchi sono stati liberati verso il cielo, accompagnando l’ultimo viaggio del piccolo Claudio, l’angioletto di Trastevere.

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