Regione Lombardia, nuova inchiesta: “Favorì la Compagnia delle Opere”

Breno e Brambilla sono accusati di corruzione nel "caso Cristiani". Formigoni: una settimana e poi al voto, irrituale che Maroni si candidi.

di Luca Fiorucci 17 Ottobre 2012 0:10

Dopo il caso dell’assessore arrestato per presunti legami con la ‘ndrangheta, spunta una nuova inchiesta riguardante la Regione Lombardia, che coinvolgerebbe in questo caso i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo e l’ex assessore regionale Nicoli Cristiani, arrestato alcuni mesi fa per corruzione. Rossano Breno, presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, e l’allora vicepresidente Luigi Brambilla avrebbero agito come mediatori presso la Regione Lombardia per far ottenere all’imprenditore Pierluca Locatelli l’autorizzazione all’apertura di una discarica di amianto nel Cremonese. Nell’inchiesta per l’apertura della discarica vi sarebbe anche una delibera della Giunta Regionale approvata il 20 aprile dello scorso anno “su proposta del Presidente Formigoni”.  Il ruolo della Compagnia delle Opere nella vicenda era già venuto fuori in seguito all’arresto di Nicoli Cristiani.
Questi sono dunque gli ultimi sviluppi dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio che vede Nicoli Cristiani accusato di aver preso una tangente da 100 mila euro dall’imprenditore Pierluca Locatelli, che voleva ottenere l’autorizzazione per realizzare una discarica di amianto al posto della cava di Cappella Cantone. La Guardia di Finanza, oggi pomeriggio, ha inoltre vistato le sedi delle società Mediberg e Custodia, amministrate rispettivamente da Rossano Breno, presidente della Compagnia delle Opere di Bergamo, e dall’ex vicepresidente Luigi Brambilla.

Il governatore della Lombardia Roberto Formigoni ha preso atto della volontà di molti dei suoi consiglieri di andare ormai alle urne, e iniziando questa mattina il suo discorso davanti al consiglio regionale, ha detto chiaramente: “Questa legislatura regionale è giunta al termine“. Formigoni ha quindi ricordato la decisione dei consiglieri Pdl di rimettere le dimissioni nelle mani del loro capogruppo, spiegando che tale decisione “pone termine in tempi rapidissimi a questa legislatura“. Il presidente della Regione Lombardia ha affermato comunque di voler dare vita a “una giunta rinnovata, di persone esterne alla politica, nei prossimi giorni, quindi questa è l’ultima settimana di vita di questo Consiglio regionale che in tempi brevissimi dovrà eliminare il listino dalla legge.elettorale”. Formigoni ha inoltre affermato che si potrà andare al voto entro Natale o al massimo entro metà gennaio, anche con l’attuale legge elettorale, e che la decisione finale spetta al prefetto.
Quanto ai possibili candidati alla Regione, il segretario leghista Roberto Maroni, in un’intervista al Corriere, dice esplicitamente: “La Lega certamente aspira a indicare come presidente della Regione un suo uomo. La massima ambizione di un federalista, senza dubbio, è quella di poter governare la propria Regione. Per quanto mi riguarda, ne sarei onorato“. L’attuale governatore, però, non vedo di buon occhio il segretario leghista come suo successore alla presidenza della regione Lombardia: “Ritengo irrituale che il capo di un partito che ha fatto cadere la Giunta che ha lavorato bene possa pretendere di essere il candidato” ha affermato. Secondo Formigoni, inoltre, la Lega “è difficile possa esprimere anche il candidato”.

L.F.

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