Sembra che Barack Obama sia deciso ad intervenire con l’arma della diplomazia nella crisi iraniana. Il Presidente degli Stati Uniti d’America apre un giro di visite che nei prossimi nove giorni lo porterร ad incontrare in Asia, tramite il summit dell’Apec (Asian Pacific Economic Cooperation), diversi rappresentanti dei paesi orientali.
Gli incontri piรน attesi sono quelli con il premier cinese Hu Jintao ed il presidente russo, Dmitri Medvedev. Per Obama si tratterร del primo incontro ufficiale con i leader delle due superpotenze dall’inizio della crisi iraniana, sebbene le rispettive diplomazie siano giร in frenetico contatto giร da diverso tempo.
Cina e Russia sono i principali moderatori nella situazione e principale ostacolo ad un intervento militare nello stato degli ayatollah, intervento richiesto da Israele per via della sempre piรน concreta minaccia nucleare rappresentata dopo il rapporto dell’Aiea sullo sviluppo nucleare iraniano.
Per risolvere l’impasse Usa ed Ue propongono sanzioni piรน pesanti e su questo almeno i colossi asiatici sembrano concordare con le potenze occidentali, sebbene รจ evidente che questa loro positivitร sia solo un contentino, visto che entrambi hanno un importantissimo interesse economico nei confronti di Teheran.
Non solo politici e militari i problemi trattati nel summit, sono infatti anche e forse specialmente economici i temi trattati: โl’obiettivo รจ di promuovere qui maggiori scambi con l’oriente, ma con criteri di concorrenza vantaggiosi per entrambe le parti.โ Obama poi non ha particolarmente preso in esame uno dei nodi su cui in realtร la sua diplomazia pressa di piรน Pechino e Mosca, ossia rispettivamente il rispetto dei diritti umani e la maggiore democrazia.
Questi incontri fanno parte delle azioni messe in piedi dai governi del G20 per collegare le economie โcosi detteโ emergenti, con quelle avanzate e permettere che da tale contatto emergano occasioni di crescita comune utile a superare la crisi economica.







