Canile lager di Poggio Sannita: blitz dei Nas, e anche l’UGDA esulta

Ieri il canile lager abusivo di Poggio Sannita, in Molise, è stato chiuso. Tra le figure che hanno lottato per questo c'è l'associazione animalista UGDA.

di Giorgia Martino 26 Ottobre 2012 17:43

Da anni il canile abusivo di Poggio Sannita, in provincia di Isernia, era nell’occhio del ciclone per le terribili condizioni in cui venivano tenuti i randagi. All’alba di ieri mattina, finalmente, i NAS hanno fatto un blitz all’interno del canile svuotandolo e costringendolo a chiudere.

Tra le varie figure che hanno preso a cuore la salute e la dignità di quei trovatelli c’è l’UGDA, l’Ufficio Garante dei Diritti degli Animali, che esulta per questa vittoria in quanto aveva chiesto il sequestro del canile lager di Poggio Sannita in collaborazione con la task force dell’On. Martini, con le Autorità del Molise e con il commissario per il randagismo della regione. Inoltre, l’UGDA ha anche offerto il proprio contributo a mantenere economicamente i cani sequestrati.

L’appello dell’UGDA per la questione di Poggio Sannita è stato anche accolto da Rita Dalla Chiesa, da Striscia la Notizia e da Telemolise, ma non si tratta dei soli rappresentanti pubblici che hanno riconosciuto meriti all’associazione animalista di Paola Suà: si possono annoverare ancora Marco Anelli di Cani e Gatti Tvchannel, Buongiorno Lombardia su Telelombardia e il sito Anoilaparola.it.

Sul sito del Comitato UGDA si può accedere alla cronologia dettagliata di tutti gli step per la vittoria che oggi si è celebrata con la chiusura del canile molisano. Ma l’UGDA non è solo questo, in quanto è impegnata in moltissime altre battaglie contro i crimini sugli animali, tra cui la caccia, la vivisezione, gli allevamenti intensivi e le violenze fisiche.

L’impegno dell’UGDA avviene a livello locale, nazionale e internazionale.

A livello locale, infatti, oltre alla vittoria di Poggio Sannita, l’UGDA è impegnata in in vari sensi, anche se la parte più consistente riguarda il suo essere un punto di riferimento legale per i cittadini, con tanto di consulenza gratuita per tutti, iscritti e non, in nome del rispetto dei diritti degli animali. Ancora, vi sono le interrogazioni parlamentari sui canili lager, la battaglia per il riconoscimento dei cani di quartiere in varie città italiane, contributi economici per interventi sanitari nei confronti di animali con patologie a rischio di soppressione, intervento per il maltrattamento di cavalli, ricerca di chiarimenti e di colpevoli nei casi, ad esempio, della colonia felina bruciata a Roma o nel caso di Lucky, cane seviziato e poi ucciso per il quale l’UGDA ha fatto partire un’interrogazione al Ministro della Giustizia e dell’Interno in modo da avere giustizia per il paese di Arenzano.

Ma è a livello nazionale che l’azione dell’UGDA è stata particolarmente efficace: tutti voi conosceranno la vicenda di Green Hill, l’allevamento lager a Montichiari (nel Bresciano) dove i cani beagle venivano mantenuti in pessime condizioni per essere poi spediti in vari laboratori di vivisezione d’Europa. Lo scorso luglio, dopo anni di proteste in tutta Italia, il canile è stato posto sotto sequestro e i beagle adottati. Anche in questo caso l’UGDA ha avuto il suo grandissimo merito, in quanto l’avvocatessa Giulia Bamonte, volontaria dell’UGDA, ha prontamente riferito, durante le indagini, l’assoluta mancanza di autorizzazione per le sale operatorie come da sua valutazione. Oltre a ciò, sono sempre due avvocati dell’UGDA, Aldo Benato e Loretta Fè Garosi, ad essere stati presenti tra coloro che si sono offerti di offrire  assistenza gratuita ai ragazzi che lo scorso 28 aprile, durante il blitz animalista a Montichiari, furono arrestati per aver ridato la libertà ai cuccioli di beagle in stato di evidente maltrattamento subito.

A livello internazionale, invece, come dimenticare gli appena trascorsi Europei, giocati sul sangue dei cani trucidati dai dog hunters nei modi peggiori per ‘combattere il randagismo’ a Kiev? L’UGDA era presente anche negli stadi con l’iniziativa di sventolare al mondo gli striscioni che volevano boicottare dei campionati così cruenti, senza contare che ha messo in atto una protesta presso gli ambasciatori italiani in Ucraina e Romania per la strage dei randagi in vista degli Europei e contro la legge ammazzarandagi rumena.

Ciò che più colpisce di quest’associazione è l’assoluta propositività che supera eventuali differenze politiche in nome dell’amore per gli animali, e permette ad una ancora relativamente piccola realtà di fare cose davvero molto grandi con un grande cuore nell’attivarsi.

Chi è interessato a saperne di più, può visitare il sito dell’UGDA e, se interessato a supportarne attivamente l’azione, può iscriversi come socio sostenitore.

Come ama incitare la presidentessa Paola Suà, VIRIBUS UNITIS (con l’unione che fa la forza) si ottengono i migliori traguardi nel lungo cammino verso il riconoscimento dei diritti degli animali.

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