Il “Sindaco della notte”: l’idea – non originale – che risolve i problemi delle metropoli 

Il Sindaco della notte è un modello vincente? Quali risultati è possibile ottenere?

di Redazione 28 Settembre 2021 20:51

Era il 2012, e ad Amsterdam nasceva la figura del nachtburgemeester – il “sindaco della notte” che iniziava a lavorare al calar del Sole, pronto a coordinare e risolvere ogni tipo di problema da alter ego del “primo cittadino”, per tutelare le attività commerciali notturne ma anche i residenti, la loro sicurezza e la mobilità. L’idea è stata adottata da un numero sempre maggiore di città, da Londra e Berlino a Zurigo, Parigi, Tolosa e New York – tanto da vedere nel 2016 il primo vertice internazionale dei “Night Mayors” e l’ufficializzazione del ruolo e degli opportuni poteri per agire. 

La crescita economica delle attività notturne è un fattore davvero rilevante: ad esempio, per Amsterdam si parla di oltre 600 milioni di euro l’anno solo dalle attività imprenditoriali legate alla cosiddetta “danza elettronica”. Nel 2019, Il Messaggero ha pubblicato la classifica delle migliori città del mondo per la vita notturna e ben 6 su 10 – Rio De Janeiro, Miami, Buenos Aires, Ibiza, Mykonos, New Orleans, Bali, Berlino, Barcellona, New York – erano dotate del “Sindaco della notte”.

Finalmente se ne inizia a parlare anche in Italia, grazie al candidato a Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, che propone l’istituzione di tale figura non soltanto per far crescere le attività economiche, che potrebbero così lavorare con maggiore tranquillità anche dopo il tramonto, ma anche per tutelare le persone, dai residenti ai lavoratori notturni come i panettieri o i presidi sanitari e ospedalieri, garantendo così una vitalità e una sicurezza che l’attuale amministrazione non è stata mai in grado nemmeno di affrontare. E chissà se, dopo Roma, anche altre città potranno valutare questo modello, risultato vincente ovunque sia stato adottato.

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