I soldi di Enasarco in un pericoloso giro di speculazione finanziaria

Secondo L'Espresso, un complesso sistema di speculazione finanziaria ha coinvolto i vertici di Enasarco,

di Redazione 22 Dicembre 2020 11:35

Una gestione facile e scellerata, che aveva portato i fondi Enasarco in acquisti immobiliari a Londra, finiti poi nel mirino degli inquirenti per lo scandalo con la Santa Sede. L’Espresso in un suo recente articolo ci ha aiutato a comprendere come un complesso sistema finanziario, costituito da diversi passaggi di denaro, al centro del quale era posto il finanziere Raffaele Mincione, indagato dalla Procura di Roma per gli investimenti effettuati da Enasarco nei fondi Athena. Secondo la ricostruzione, i soldi di Enasarco sono serviti nel 2013 per coprire una quota dell’investimento immobiliare di un edificio sito al numero 60 di Sloane Avenue, a Londra. Acquistato dal Mincione con la garanzia dei fondi Enasarco, utilizzati poi per la scalata alla Banca Popolare di Milano.

Nel 2011 l’allora presidente di Enasarco Brunello Boco ed il tesoriere Carlo Felice Maggi conferiscono a Mincione la gestione di un fondo di investimento di 170 milioni di euro, depositati sul suo fondo “Athena”. 60 milioni vengono utilizzati per portare a termine diversi investimenti immobiliari a Londra, tra cui l’edificio di Sloane Avenue. Altri 110 milioni vengono girati da Athena nel 2012 ad una società di proprietà dello stesso Mincione. “Time and Life” per avviare la scalata alla Banca Popolare di Milano con l’acquisto del 5% delle azioni.

Attraverso questi passaggi, si viene a creare una perdita del valore del patrimonio che Anasarco ha dato in gestione. L’ente, che ha la vigilanza diretta del Ministero del Lavoro, licenzia il tesoriere Maggi e di preoccupa di ristrutturare gli investimenti. Tale operazione, decisamente onerosa, porta a perdite per 30 milioni di euro.

Attraverso una complessa operazione di ristrutturazione, con l’acquisto delle posizioni azionarie di Mincione in Banca Popolare di Milano, grazie anche all’aumento strumentale del valore immobiliare degli immobili a Londra, vengono stanziati nel 2015 ben 200 milioni di euro, necessari per la restituzione al fondo Europa e quindi ad Enasarco e utilizzati anche per avviare la scalata a Banca Carige.

Nel 2016 cambiano i vertici di Enasarco: il presidente diventa Gianroberto Costa, mentre Giovanni Maggi assume il ruolo di tesoriere. Nel consiglio di amministrazione entra Alfonsino Mei, uomo di fiducia di Mincione, che preme per affidare a quest’ultimo nuove risorse finanziarie per 300 milioni di euro per completare la scalata a BPM.

Costa e Maggi avvertono della situazione l’ex sostituto Becci, che continua a riporre la propria fiducia del Mincione. I 300 milioni non vengono erogati, e il Costa viene attaccato mediaticamente consentendo al Mei di lanciare la propria candidatura, ma le elezioni vengono bloccate dal Tar del Lazio.

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