Venti di libertà, la Lega a Bossi: “vogliamo votare”

Dopo la primavera araba la "primavera padana". Richieste di libertà al raiss della Lega Umberto Bossi, che fa finta di niente e continua sulla sua strada.

di Vincenzo Avagnale 10 ottobre 2011 11:56

All’Atahotel di Varese, splendido complesso con vista ippodromo, si è riunito il popolo leghista per il congresso che “avrebbe dovuto” eleggere il nuovo segretario provinciale, peccato che sia stato eletto per “acclamazione” del solo Bossi.

I malumori nella Lega Nord sono ormai all’ordine del giorno e se i fedelissimi borbottano sia solo colpa di dissidenti isolati o dei Maroniani traditori la realtà è ben diversa: la gente si è scocciata della dittatura che dirige il partito! Ennesima prova di questa monarchia sono gli eventi del congresso, che aveva lo scopo di eleggere un nuovo segretario provinciale. Lo scopo è stato raggiunto, ma non con un’elezione!

Gli altri due candidati, Castiglioni e Tarantino, sono stati sovieticamente invitati a ritirarsi, per evitare che Canton potesse avere rivali insomma, ma non è bastato; infatti si vociferava che in segno di protesta i delegati avrebbero votato tutti un candidato inesistente o lo stesso Bossi. Quindi Bossi ha presenziato l’assemblea ed ha forzato la mano costringendo il presidente della seduta a dichiarare “inutile” la conta dei voti ed a proclamare Canton nuovo segretario per “acclamazione“.

Acclamazione si, ma del solo Bossi. Gelo nella sala durante il discorso del neo-eletto segretario e borbottii concitati all’uscita, nessuna levata di capo, ma tanti i malumori. Un veterano del partito, Speroni, non ha saputo dire di meglio per non dire il peggio con le parole “almeno non si è venuti alle mani”. Bossi dal canto suo esce tranquillo e con la sua tipica spacconeria bastona pubblicamente i suoi detrattori: “tensioni? Due o tre fascisti in terza fila, me li ricordo dai tempi dell’Msi qui in città. Sono venuto a risolvere un pasticcio, le contestazioni erano organizzate, ma alla fine il bene trionfa: abbiamo portato aria nuova.” Poi si allontana velocemente seguito a ruota da un pallidissimo Canton, dal figlio “trota” e dalla fedelissima Rosi Mauro.

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