Vaccini, il Veneto di Zaia si allinea alla normativa nazionale

Il governatore sospende il decreto e il Veneto rispetta l’applicazione delle nuove norme sui vaccini.

di fabiana 7 settembre 2017 14:00
vaccini, vaccino

È durata pochi giorni la querelle fra il Ministero della Salute e il governatore del Veneto Luca Zaia: alla fine anche la regione ha sospeso il decreto di moratoria di due anni per l’applicazione delle nuove norme sui vaccini allineandosi alla normativa nazionale.

Pochi giorni fa Zaia aveva concesso una moratoria di due anni per la presentazione della documentazione vaccinale da parte dei genitori al momento dell’iscrizione a scuola dei bambini. Oggi è arrivata la sospensione con notevole soddisfazione da parte del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin certa del fatto che non sia possibile avere delle “coperture a macchia di leopardo” per non essere esposti al “rischio di epidemie, mettendo a repentaglio la salute dei singoli e della collettività, diritti che entrambi sono tutelati dalle buone politiche vaccinali” come ricorda l’Ordine dei Medici Nazionale, Fnomceo, e di Venezia che aveva proprio indirizzato una lettera a Zaia.

Insomma anche il Veneto si adegua alla normativa nazionale confermando che viene vietato l’accesso al nido o alla materna per chi non è vaccinato nonostante genitori paghino la multa prevista.

Per chiedere l’esonero dalla vaccinazione è invece necessario presentare un certificato che attesti il pericolo dall’immunizzazione al pediatra come ricorda una delle ultime circolari del Miur che chiariscono la situazione.

La sanzione estingue l’obbligo della vaccinazione, ma non permette comunque la frequenza, da parte del minore, dei servizi educativi dell’infanzia, sia pubblici sia privati, non solo per l’anno di accertamento dell’inadempimento, ma anche per quelli successivi, salvo che il genitore non provveda all’adempimento dell’obbligo vaccinale,

Su legge nella circolare che conferma: niente vaccino, niente scuola.

VACCINI, OK ALL’AUTOCERTIFICAZIONE

Al momento, vista l’accelerazione della norma, chi ha vaccinato o ha prenotato la vaccinazione per i propri figli dovrà consegnare il certificato di vaccinazione a scuola e quando la riforma entrerà a pieno regime, Asl e istituti dovrebbero poter comunicare autonomamente scambiandosi informazioni.

In ogni caso, entro il 10 settembre la documentazione dovrà essere consegnata a nidi e materne, entro il 31 ottobre è la scadenza per le altre scuole. E chi non sceglie l’autocertificazione ha tempo fino al 10 marzo per consegnare i documenti ufficiali.

Chi deve recuperare alcune delle vaccinazioni previste dovrà consegnare almeno la prenotazione alla Asl in un regime transitorio che poco piace al presidente dell’Anci e sindaco di Bari, Antonio Decaro che chiede di intervenire con la definizione immediata di procedure standard per le famiglie.

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