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Una zecca fa diventare vegetariani con un morso, dicono gli studi

Il morso del particolare parassita causerebbe reazioni allergiche, anche pericolose, dopo alcune ore dall'assunzione di pasti a base di carne.

di Elena Arrisico 27 giugno 2012 14:45
Zecche

Secondo un recente studio condotto da un team della University of Virginia – negli USA – e riportata da ABC News, diventare vegetariani non sarebbe soltanto una scelta etica nei confronti degli animali e della Terra o una decisione salutista ma, a volte, potrebbe essere un cambiamento dettato dal morso di una zecca.

A quanto pare, la puntura di una zecca molto diffusa nella costa est degli Stati Uniti, infatti, sarebbe in grado di causare una vera e propria allergia alla carne. Gli studi in materia sono ancora in corso, ma i risultati sembrano essere già abbastanza precisi e determinerebbero la puntura della zecca in questione come causa di un’intolleranza alla carne.

Questa zecca emette una sostanza presente nella sua saliva capace di scatenare la reazione allergica, subito dopo il consumo di carne. I sintomi si manifestano dopo alcune ore – dalle tre alle sei ore – dall’assunzione di pasti a base di carne mentre, solitamente, gli shock allergici avvengono nel giro di poco tempo. Le reazioni sono diverse e variano da caso a caso: potrebbe, infatti, causare un’orticaria, ma anche un pericoloso shock anafilattico. Sono, infatti, in aumento i casi di shock anafilattici di persone che non si arrendono all’idea di non poter più mangiare carne e, proprio per questo motivo, la scelta più ovvia è quella dell’eliminazione totale della carne dalla propria dieta.

Il dottor Thomas Platts-Mills – immunologo della University of Virginia – è stato una delle prime vittime di questa zecca, da lui è partita infatti la decisione di condurre degli studi per poter avere un quadro più chiaro del pericolo. Il dottor Scott Commins – assistente di medicina presso la University of Virginia di Charlottesville – ha esaminato circa 400 casi in diverse aree degli Stati Uniti, scoprendo che il 90 per cento delle persone colpite erano state punte dal parassita in questione. Gli studi ancora in corso sono volti a scoprire le motivazioni di tale reazione.

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