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Via libera dell’Ue al piano Juncker. Lui: “Fiducia in Renzi”

Via libera dell’Ue al piano Juncker. Lui: “Fiducia in Renzi”

Il Consiglio europeo di ieri, l’ultimo della presidenza italiana, ha dato il via libera, a partire da giugno, al piano Junker che crea un nuovo fondo per gli investimenti strategici al fine di mobilitare 315 miliardi di euro fra il 2015 e il 2017 e concede agli Stati membri dell’Unione Europea il pagamento rateizzato del contributo al bilancio comunitario secondo le nuove modalità di calcolo dei conti pubblici. Nello specifico, il Consiglio ha stabilito che “la Commissione presenterà una proposta a gennaio 2015, che il Consiglio è chiamato ad approvare entro giugno, in modo che i nuovi investimenti del piano Juncker possano essere attivati al più presto a metà 2015″.

Inoltre, Bulgaria, Cipro, Francia, Italia, Malta, Gran Bretagna e Slovacchia sono stati autorizzati dal Consiglio europeo a versare in più rate il contributo extra al bilancio, scattato con l’inclusione nel Pil del fatturato della criminalità e di alcune variazioni statistiche. Il premier Matteo Renzi, al termine del Consiglio europeo, ha dichiarato: “Oggi c’è bisogno di vedere se si ratifica questo accordo, che comunque è sempre da considerare un primo passo“, e che, ha aggiunto, va nella nostra direzione nel considerare gli investimenti fuori dal Patto” di stabilità e crescita. Renzi ha sottolineato inoltre che questo è un “passo politico, non si tratta solo di burocrazia“, e “questo è un motivo di soddisfazione per la presidenza italiana del semestre.

Il presidente della Commissione europea Jean Claude Junker ha invece rilasciato un’intervista esclusiva a SkyTg24, nella quale ha spiegato: “Quello che abbiamo fatto per Francia e Italia, dando più tempo viste le difficoltà a sistemare le cose nelle scadenze previste, è un segno di fiducia e quando un governo mi scrive che farà delle riforme strutturali io gli credo. Quindi si, ho fiducia nel governo Renzi“. Per Junker,in questo semestre la Ue ha cambiato testa“, la Commissione ha creato “un triangolo tra consolidamento dei conti, riforme ed investimenti”, e Renzi “ha cambiato le cose in Italia e contribuito a cambiarle in Ue.

Il presidente della Commissione ha quindi spiegato che non sorveglia Renzi, che dal nostro governo ha ricevuto una lettera con gli impegni su conti e riforme, che il confronto è in corso e “a marzo vedremo la posizione che prendiamo”. Neanche il premier italiano si sente sotto esame: “L’esame sarà nel 2018 quando torneremo alle elezioni, con la cadenza di tutti i paesi normali” ha spiegato. Renzi si è quindi mostrato soddisfatto per essere riuscito, nel suo semestre di presidenza dell‘Unione, a cambiare le priorità dei paesi europei, passando dall’austerità alla crescita, dalla tecnocrazia alla politica. Il sottosegretario Sandro Gozi ha spiegato: “A gennaio ci sarà la comunicazione della Commissione europea sulla flessibilità, poi, a metà di febbraio, un vertice straordinario sulla governance e sulle regole del piano Juncker“.

Photo Credits | Anthon Chalakov / Shutterstock

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