Ucraina, smentito l’ultimatum russo. Kiev: “Non cederemo la Crimea”

La comunità internazionale ha annunciato la sospensione dei lavori del G8 che si dovrebbe tenere a Sochi. Merkel: "Putin non ha più contatto con la realtà".

di Luca Fiorucci 3 marzo 2014 22:01
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E’ sempre più alta la tensione tra Russia e Ucraina. Le forze russe hanno ormai quasi completato, senza sparare un colpo, l’occupazione militare della Crimea, dove buona parte della popolazione è con Mosca. In giornata, era stato reso noto dal ministero della Difesa ucraina che le forze russe sul mar Nero avrebbero dato l’ultimatum agli ucraini di arrendersi entro martedì, ma poi il comando della flotta russa del Mar Nero ha smentito, precisando di non aver piani di attacco alle forze ucraine. Il governo di Kiev continua intanto a denunciare violazioni dello spazio aereo e la presenza di tuppe russe intorno a punti militarmente rilevanti. Almeno cento filorussi hanno fatto irruzione oggi nella sede dell’amministrazione regionale di Donetsk, nella russofona Ucraina Orientale, e il parlamento regionale di Donetsk ha annunciato di voler indire un referendum sullo status della regione, come già fatto dalla repubblica autonoma di Crimea.

Il blitz sarebbe avvenuto mentre alcune erano sotto la sede della Regione di Donetsk per protestare contro il nuovo governatore Serghii Taruta, un oligarca nominato dal presidente ucraino ad interim, Oleksandr Turcinov.  La Russia intende comunque rimanere in Crimea finchè non saranno rispettati i diritti della minoranza russa, anche se il presidente Vladimir Putin ha aperto ad una possibile mediazione Osce. Il premier ucraino Iatsenik ha però avvertito: “Nessuno cederà la Crimea”. Intanto il rublo russo ha toccato un nuovo minimo storico contro il dollaro, e l’indice Micex di Mosca ha perso in apertura oltre il nove per cento. Nella notte, la Casa Bianca ha diffuso una nota del G7, il gruppo dei paesi più industrializzati del mondo, che era diventato G8 con l’ingresso della Russia, nella quale si condanna l’azione di Mosca e si annuncia la sospensione dei lavori preparatori del G8 che si dovrebbe tenere a giugno a Sochi.

Domenica, il segretario di Stato americano John Kerry ha espresso la sua condanna per l’azione militare russa in Ucraina, definendola “un incredibile atto di aggressione”, e aveva appunto paventato l’uscita della Russia dal G8, mentre il Cremlino aveva replicato dicendo che le minacce di Kerry erano inaccettabili. Ieri era emersa una posizione più disponibile alla mediazione da parte di Germania e Italia, rispetto a quella più ferma di Stati Uniti, Gran Bretagna e Canada, ma la cancelliera tedesca Angela Merkel, sempre ieri, ha parlato al telefono con il presidente russo Putin e con quello americano Obama, e avrebbe detto a quest’ultimo di “non esser sicura” che Putin “abbia ancora contatto con la realtà”, e avrebbe aggiunto: “Vive in un altro mondo”.

I ministri degli Esteri dell’Unione Europea, in una riunione straordinaria a Bruxelles, hanno condannato “con fermezza la chiara violazione della sovranità” dell’Ucraina, chiedendo il “ritiro immediato” delle truppe russe ed una soluzione pacifica della crisi. Anche il ministro degli Esteri italiano, Federica Mogherini, si è augurato “una soluzione politica e diplomatica” della crisi, mentre il premier Renzi ha affermato: “Non lasciare nulla di intentato perchè gli sforzi diplomatici e di dialogo continuino”. D’accordo con la posizione del governo, che ha definito “attenta a tutti gli aspetti e ai rischi della situazione”, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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