Ucraina, massacro a Kiev: oltre 100 morti. Scattano le sanzioni Ue

La tregua di mercoledì e durata poche ore, e sono ripresi gli scontri tra polizia e manifestanti anti-governativi e filo-europei.

di Luca Fiorucci 21 febbraio 2014 0:58
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Si va ormai verso la guerra civile in Ucraina. La tregua annunciata mercoledì dal presidente Victor Yanukovic è durata infatti solo poche ore, e giovedì, nel centro della capitale Kiev, sono ripresi quasi più violenti gli scontri tra polizia e manifestanti anti-governativi e filo-europei. Dopo i 28 morti di mercoledì, il bilancio degli scontri di ieri sarebbe di “almeno 100 morti e oltre 100 feriti”, stando a quanto riferito alla Cnn dal capo dei servizi medici a Kiev, mentre il governo parla di 75 morti da martedì, di cui 47 solo oggi, e 571 feriti, di cui 363 ricoverati in ospedale. Giovedì gli insorti hanno fatto prigionieri 67 poliziotti e li hanno portati in un edifiicio occupato vicino al municipio del capitale, mentre sono stati evacuati i palazzi del Parlamento e del governo.

Non è ancora chiaro chi abbia iniziato l’escalation violenta: i manifestanti accusano le forze di polizia di aver violato il cessate il fuoco cercando di assaltare le barricate in piazza Maidan, e riferiscono di cecchini che sparavano dai tetti circostanti. Il governo ammette che gli agenti abbiano usato proiettili veri, ma sostiene sia avvenuto per “legittima difesa“, e parla di estremisti” in piazza, a cominciare dagli attivisti di estrema destra di “Pravi Sektor“, che avevano rifiutato la tregua da subito. La polizia della Carpazia, regione sud-orientale dell’Ucraina, sarebbe passata dalla parte degli insorti, mentre la Crimea, regione un tempo russa e oggi abitata prevalentemente da russi, ha fatto sapere di essere pronta a lasciare l’Ucraina.

E’ andata avanti per tutta la giornata, intanto, la missione a Kiev per conto dell’Ue dei ministri degli Esteri di Germania, Francia e Polonia, che hanno incontrato per cinque ore il presidente Yanukovich e successivamente i capi dell’opposizione, senza però giungere ad un’intesa. Stando a quanto riferito dal premier polacco Donald Tusk, però, i tre ministri starebbero elaborando un documento in base al quale far nascere in Ucraina un governo nazionale entro dieci giorni, e starebbero valutando anche la possibilità di andare ad elezioni anticipate. Il ministro degli Esteri italiano Emma Bonino ha fatto sapere in serata da Bruxelles che il Consiglio Ue Affari Esteri ha trovato un accordo per “procedere rapidamente a sanzioni contro i responsabili delle violenze”, ad esempio attraverso il blocco della concessione dei visti ed il congelamento dei beni.

La Casa Bianca ha chiesto a Yanukovich di “ritirare immediatamente” le forze di sicurezza dal centro della capitale ucraina, mentre, in una dichiarazione congiunta, il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente russo Vladimir Putin hanno chiesto “una soluzione politica alla crisi ucraina”. L’eco di quanto sta accadendo a Kiev è giunto anche alle Olimpiadi di Sochi, dove la sciatrice ucraina Bogdana Matsoska ha annunciato in un primo momento di non voler più gareggiare, accusando Yanukovich di “irresponsabilità“, ma poi il Comitato olimpico ucraino ha deciso che gli atleti che devono ancora partecipare ai Giochi resteranno, mentre chi ha già gareggiato tornerà a casa secondo il calendario prestabilito.

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