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Ucciso il sequestratore del PKK, salvi i passeggeri del traghetto di Istanbul

Un dirottatore aveva preso in mano le sorti di un traghetto di Istanbul. Le autorità hanno confermato che il terrorista, ucciso dalle forze di sicurezza, apparteneva sicuramente alle schiere del Pkk.

di Vincenzo Avagnale 12 novembre 2011 11:40
traghetto

Non è passato molto tempo dall’intervento militare contro il PKK che Ankara ha inviato in territorio iracheno a causa dell’ennesimo attentato dei terroristi, o indipendentisti curdi che dir si voglia, che uccise parecchi fra militari e civili nel sud est del paese. Ora invece la tensione è stata causata dal sequestro di venti persone su un traghetto da parte di un uomo legato allo stesso Partito dei Lavoratori del Kurdistan, autore dei precedenti attentati.

Le forze di sicurezza turche hanno liberato con un bliz i 20 ostraggi ed ucciso il dirottatore, che aveva dirottato il traghetto ieri sera ad Istambul. Il raid è avvenuto verso le 5,35 di sta mattina (ora locale), sebbene fosse incerto l’intervento armato per via del fatto che si era denunciata la presenza sul dirottatore di uno strumento con fili ed interruttore, che molti avevano modo di identificare con una bomba. Il governatore di Istambul, Avni Mutlu, si era espresso sfavorevolmente sull’opzione armata per via del rischio di far saltare in aria gli ostaggi.

Binali Yildirim, Ministro dei Trasporti, aveva detto che i dirottatori erano cinque e che erano del PKK, un gruppo armato già conosciuto dalle forze d’intelligence e classificato dalle nazioni unite come “terroristi“. Adesso invece sembrerebbe che l’attentatore fosse un isolato membro dei ribelli curdi. Molta poca chiarezza ed informazioni confuse dunque, come ad esempio il movente del dirottatore, che essendo stato ucciso non potrà mai spiegare perché un membro del PKK, che di solito puntano alla massima distruttività e subitaneità, avrebbe chiesto ai negoziatori solo carburante, cibo e vivande.

C’è forse qualcosa che le autorità turche stanno nascondendo? Il traghetto era partito ieri dal porto di Izmit, nel Mar di Marmara, il dirottamento invece era avvenuto verso le 17,00 nei pressi di Silivri, al largo di Istambul. Dopo il sequestro il dirottatore non ha avuto neanche il tempo di fuggire che è stato circondato a distanza dalle forze della guardia costiera e da elicotteri. Oggi il “lieto” sebbene poco chiaro finale: tutti salvi tranne il “terrorista“. La notizia ufficiale parla di tutti gli ostaggi illesi, ma alcune agenzie riterrebbero che il fuoco delle forze di sicurezza avrebbero ferito due di essi in maniera non grave.

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