Ucciso boss degli scissionisti a Scampia

Quello di Raffaele Abate è il terzo omicidio, in due settimane, nell'ambito della faida con i Vanella Grassi per il controllo degli introiti dello spaccio.

di Simona Vitale 9 settembre 2012 11:07

La nuova faida per la droga che si sta consumando nel quartiere napoletano di Scampia miete una nuova vittima. Intorno alle 2:45 di questa notte i sicari hanno ucciso Raffaele Abate, 41 anni, pregiudicato e fratello del boss detenuto Arcangelo, esponente di una delle famiglie di spicco del clan degli scissionisti, protagonisti di nuovi violenti scontri che sono giunti fino alle spiagge di Terracina dove fu ucciso Gaetano Marino. Abete aveva appena preso un caffè presso il bar Zeus, in via Roma, nei pressi di Scampia, quando i sicari, almeno due, si sono avvicinati all’uomo e gli hanno sparato 3 colpi di pistola alla nuca.

Sembra, secondo quanto riportato da Repubblica, che gli assassini abbiano usato dei proiettili rinforzati e che Abate sia morto pertanto all’istante. I soccorsi del 118 non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Raffaele Abate abitava nel  lotto T/A, una delle più note piazze di spaccio. Il 41enne aveva deipiccoli precedenti penali risalenti al 1986 per rapina e lesioni e per associazione a delinquere. La nuova faida sorta a Scampia vede contrapporsi gli scissionisti e il clan emergente della Vinella Grassi che si contendono gli introiti milionari dello spaccio di droga. Si parla di somme da capogiro, tanto che un pentito è arrivato a dire di aver guadagnato somme da capogiro percependo uno stipendio anche di 150 mila euro.

La periferia di Napoli, dunque, ripiomba in quello che è stato un vero e proprio incubo sapientemente descritto da Roberto Saviano nel suo libro Gomorra. Nell’arco di due settimane, quello di Raffaele Abete è il terzo omicidio nell’ambito degli scontri tra gli scissionisti e quello del nuovo clan emergente. L’agguato di questa notte, infatti, potrebbe rappresentare proprio la risposta del gruppo della Vanella Grassi agli “scissionisti” al fine di rivendicare i cospicui introiti derivanti dalla piazza di spaccio di droga più grande d’Europa.

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