Milano, uccide a coltellate la fidanzata e poi tenta il suicidio

A Magnago, nel milanese, Arturo Saraceno, 33 anni, ha ucciso, colpendola con 15 coltellate, la sua ragazza, Debora Fuso, 33 anni, e si è poi ferito al petto con il coltello, ma è vivo.

di Luca Fiorucci 18 maggio 2016 3:39
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Ennesimo episodio di femminicidio, questa volta a Magnago, un paese di novemila abitanti in provincia di Milano, dove, verso le 14.15 di martedì, un giovane di 33 anni, Arturo Saraceno, ha ucciso, colpendola con quindici coltellate in diverse parti del corpo, la sua ragazza, Debora Fuso, 25 anni, e ha poi tentato di togliersi la vita ferendosi al petto con lo stesso coltello da cucina con cui si era scagliato contro la donna. Quando i carabinieri di Legnano sono accorsi sul posto, chiamati dai vicini che avevano sentito le urla, Debora era riversa sulle scale dell’androne del palazzo, forse perché, cercando di salvarsi, è uscita dall’appartamento e ha iniziato a scendere le scale, ed era ancora viva, seppur gravissima, ma è morta durante le manovre di soccorso.

Il suo assassino era riverso a terra, in una pozza di sangue, ferito ma vivo, ed è stato trasportato quindi, in codice rosso ma cosciente, all’ospedale di Legnano, dove è stato sedato e ricoverato per alcune ore, piantonato dai carabinieri, per poi essere condotto in procura e, in serata, al carcere di Busto Arsizio, in stato di arresto per omicidio. Secondo gli inquirenti, coordinati dal sostituto procuratore di Busto Arsizio Arsizio Maria Cardellicchio, la coppia si sarebbe incontrata per un eventuale chiarimento dopo la decisione di porre fine alla loro relazione, ma avrebbero finito per litigare, forse perché Arturo non accettava il fatto che la ragazza non avesse intenzione di riprendere il fidanzamento, al punto da arrivare ad accoltellarla.

Secondo quanto raccontato dai vicini di casa e dalla famiglia della giovane, in stato di shock, la storia tra i due, più volte interrotta e ripresa, durava ormai da sei anni, al punto che stavano pensando di sposarsi ad agosto, ma, ultimamente, le liti erano diventate più frequenti, senza però mai sfociare in episodi di violenza. Risalirebbe ad alcuni giorni fa l’ultima rottura, e la decisione di Debora di lasciare la casa in cui convivevano da ormai quattro anni per tornare ad abitare dai genitori a Lonate Pozzollo (Varese). Arturo, operaio originario della Basilicata, aveva un piccolo precedente di polizia, risalente ad alcuni anni fa, per porto di oggetti atti ad offendere, mentre Debora era appassionata di canto, come il padre.

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