Turchia, morti e feriti nei raid sul territorio iracheno

Continuano gli attacchi condotti dalla Turchia in territorio iracheno per distruggere le basi del Pkk, il partito dei lavoratori uniti del Kurdistan, che vengono ormai regolarmente colpiti via aria e via terra.

di Vincenzo Avagnale 29 dicembre 2011 17:19

In Turchia il conflitto fra il governo nazionale ed i separatisti curdi del Pkk infuria più forte e pericoloso che mai. I morti fra le due fazioni sono ormai troppi per essere contati, l’unica cosa che possono fare i media è elencare un costante bollettino di guerra, che tal volta riporta i morti dell’uno, tal volta quelli dell’altro, in una spirale di morte e distruzione che purtroppo non sembra voler aver termine.

L’ultimo scontro avrebbe provocato la morte di trentacinque curdi, mentre solo uno sarebbe sopravvissuto con ferite relativamente gravi. La strage sarebbe l’effetto di uno dei raid dell’aviazione turca, che sta operando al limite, come anche oltre, il confine iracheno. Il comunicato degl governatorato della provincia di Sirnak, nel sud est della Turchia, ha voluto spiegare dettagliatamente lo svolgersi dei fatti, onde evitare che la forte presenza di popolazione di origine curda potesse insorgere contro un attacco immeritato alla loro etnia. Per scongiurare questa ipotesi sarebbe stata aperta un’inchiesta onde accertare che i morti ed il ferito siano effettivamente membri del Pkk.

Alcune televisioni e giornali favorevoli al movimento indipendentista curdo, insieme ad alcuni parlamentari di etnia curda, avevano provato ad ipotizzare un errore dell’esercito turco, che avrebbe sbagliato nel considerare dei normali banditi dei ribelli del Pkk. I militari, attraverso i propri vertici, sono stati categorici. Il bersaglio era un nemico appartenente ai nuclei del Pkk. I bombardamenti continueranno a colpire sempre più duramente fino a che questi “terroristi” non smetteranno di tentare di infiltrarsi dall’Iraq.

La situazione rimane in bilico. Il sud est del paese è densamente popolato da turchi di etnia curda, molti dei quali perfettamente integrati, sebbene ci sia una sostanziosa fetta di costoro che riterrebbe giusto una maggiore rappresentanza nel governo di Ankara. Questo è forse il modo migliore per far crollare movimenti separatisti come il Pkk, in quanto in questo modo perderebbe ogni appoggio, non potendo puntare sul discorso della discriminazione da parte dei turchi sui curdi.

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Tags: iraq · pkk · turchia
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