Tunisino tenta di impiccarsi nel carcere di Ferrara

Ancora un episodio che avrebbe potuto finire in tragedia in un carcere italiano quello avvenuto a Ferrare, sventato un suicidio grazie all'intervento tempestivo degli agenti di polizia penitenziaria.

di Vincenzo Avagnale 10 dicembre 2011 17:25

I fatti risalgono a ieri pomeriggio, quando un detenuto nel carcere di Ferrara di origine tunisina, ha tentato di impiccarsi. L’uomo sarebbe certamente morto se l’agente di turno non si fosse accorto del suo gesto in tempo, infatti il suo intervento tempestivo ha permesso di condurlo in tempo in ospedale e salvargli la vita.

Il poliziotto ha notato che nel reparto nuovi giunti c’era qualcosa che non andava e si è affacciato per accertarsi della situazione. Appena ha visto il corpo penzoloni del tunisino ha allertato i rinforzi che l’hanno aiutato a tirarlo giù. Sul posto sono arrivati il comandante del reparto di polizia penitenziaria, il commissario Paolo Teducci, ed il suo vice, il commissario Salvatore Conti. Le azioni di primo soccorso messe in atto dai tre agenti hanno evitato il peggio, sebbene nonostante ciò adesso il detenuto sia in coma presso l’ospedale di Ferrara. Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe ha così commentato la vicenda:

“è sicuramente encomiabile il comportamento della polizia penitenziaria, del comandante, del suo vice e dell’agente, i quali sono riusciti a salvare la vita di un uomo, nella difficile situazione delle carceri, dove regnano il sovraffollamento e la carenza di risorse: uomini, mezzi e soldi. Mancano circa 50 agenti: dei circa 230 previsti ce ne sono circa 170. I detenuti sono 476, a fronte di una capienza di 256 posti. Poche settimane fa l’associazione magistrati ha stanziato 500 euro e li ha donati al carcere perché acquistassero la carta per stampare i fax. Chiediamo che al personale intervenuto venga conferita l’onorificenza prevista dal regolamento.”

La situazione in generale delle carceri italiane è preoccupante e sebbene in alcune regioni si sia recepito il problema, non ovunque si stanno prendendo adeguati provvedimenti. Si rischia che l’Italia venga citata per violazione dei diritti umani, in quanto il sovraffollamento delle carceri è stato ormai inequivocabilmente collegato con l’aumento di suicidi dei detenuti ed è inconciliabile con un paese civile.

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